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Vaccini a scuola: chi è a favore, chi è contrario, i rischi, le polemiche e il piano di legge del Ministro Lorenzin

Portrait of young female scientist writing on clipboard with colleagues in background at laboratory

Da un po’ di giorni a questa parte si è innestata nel nostro Paese una forma di panico riguardo all’uso delle vaccinazioni. Questo delicato tema sta coinvolgendo non solo il mondo medico, ma si sta diffondendo anche tra le persone comuni soprattutto grazie all’utilizzo dei social network. Il fulcro intorno al quale si sta sviluppando il dibattito è il seguente: “I vaccini portano con sé dei rischi per la nostra salute?”. L’OMS ha definito i vaccini come la più importante scoperta medica mai effettuata dall’uomo. In poco più di un secolo dalla loro diffusione su larga scala si è potuto riscontrare come le vaccinazioni abbiano ridotto e in alcuni caso eliminato la diffusione di importanti e sottovalutate malattie, come il morbillo.

Di che cosa sono composti i vaccini? Il principio su cui si basano è semplice: attraverso la somministrazione di componenti caratteristiche di agenti patogeni, resi in precedenza innocui, si abitua il sistema immunitario a riconoscerli e a combatterli efficacemente. Quando questo “addestramento” del sistema immunitario viene effettuato su largo raggio, la sua protezione si rivela più efficace, dal momento che il sistema protettivo si moltiplica per ciò che viene definito “effetto gregge”. In sostanza, le vaccinazioni di massa, riducendo il numero di persone che vengono colpite dalla malattia, rendono nel contempo anche più difficile la propagazione dei microbi che ne sono responsabili. Per questo motivo negli ultimi giorni si sta facendo più forte la raccomandazione di vaccinare i propri figli e questo è stato il motivo razionale che ha portato le autorità sanitarie a disporre l’obbligo della vaccinazione per infezioni considerate di alto interesse pubblico. Una delle più efficaci e rilevanti è stata la vaccinazione di fine Ottocento contro il vaiolo, a cui fece seguito, nel 1939, quella contro la difterite. Il famoso pediatra Marcello Bernardi un giorno disse: “Vorrei avere una macchina del tempo per portare tutti quelli che si oppongono alle vaccinazioni in una clinica pediatrica del dopoguerra, come alla Melloni di Milano, dove io ho iniziato a lavorare: noi medici ci aggiravamo impotenti tra letti pieni di bambini ammalati di poliomielite o che morivano come mosche di difterite”.

Così come alcuni medici, anche alcuni genitori si sono fatti sentire sui social, promuovendo l’utilizzo dei vaccini. Alice Pignatti, insieme a Miriam Maurantonio, sono le ideatrici di un’interessante campagna di mobilitazione in favore delle vaccinazioni nei bambini. Lanciata da un gruppo di genitori iscritti alla pagina Facebook “Consigli da mamma a mamma”, l’iniziativa è subito diventata virale sui social network. La campagna #iovaccino è stata appoggiata anche da VaccinarSì, arrivando a coinvolgere medici e altri professionisti sanitari. Il clamore mediatico che si è generato è nato soprattutto dalle riflessioni di una madre, sorte quando sua figlia di pochi mesi si ammala di una malattia che credeva “debellata”, la pertosse.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha affermato: “Le vaccinazioni di massa sono l’unica difesa certa contro le malattie infettive. Non farle è un atto sconsiderato e ingiustificabile”. Ed ha aggiunto: “I genitori leggono su internet informazioni terroristiche senza fondamento tipo il legame tra antimorbillo e autismo. Si lasciano condizionare da falsità”. Molto utile è il documento presentato da Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, durante la 48esima edizione del Convegno della Siti, la Società Italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità pubblica. Si tratta di un decalogo dei principi guida sulle vaccinazioni:

  1. Sicurezza–  I vaccini sono una delle tecnologie biomediche più sicure, perché vengono sperimentati e testati prima, durante e dopo la loro introduzione nella pratica clinica.
  2. Efficacia– I vaccini consentono di preservare la salute delle persone stimolando un’efficace protezione contro numerose malattie, evitando sintomi ed effetti dannosi, alcuni potenzialmente mortali.
  3. Efficienza– I vaccini sono tra le tecnologie più efficienti per il rapporto vantaggioso tra il loro costo e la loro efficacia.
  4. Organizzazione – I programmi di vaccinazione devono essere oggetto di attenta programmazione, da parte delle strutture sanitarie. Ogni individuo è tenuto a vaccinarsi in accordo alle strategie condivise a livello nazionale.
  5. Etica– Ogni operatore sanitario è eticamente obbligato ad informare, consigliare e promuovere le vaccinazioni in accordo alle più aggiornate evidenze scientifiche e alle strategie condivise a livello nazionale.
  6. Formazione continua medici –  Il personale sanitario e gli studenti in medicina e delle professioni sanitarie devono essere formati e aggiornati relativamente alla vaccinologia.
  7. Informazione–  I servizi sanitari sono ovunque chiamati a informare i cittadini e a proporre attivamente strategie vaccinali.
  8. Investimento– Alle vaccinazioni sono dedicate risorse economiche e organizzative stabili, programmate attraverso un’attenta e periodica pianificazione nazionale che identifichi le vaccinazioni prioritarie da inserire nel Piano nazionale prevenzione vaccinale che è un Livello essenziale di assistenza.
  9. Valutazione – L’impatto di un intervento vaccinale in termini di salute di una popolazione deve essere periodicamente valutato.
  10. Futuro – Deve essere favorita, con la collaborazione delle massime Istituzioni nazionali e delle società scientifiche, la ricerca e l’informazione scientifica indipendente sui vaccini.

Negli ultimi anni in Italia si è verificato un grosso calo delle vaccinazioni, scendendo addirittura sotto la soglia del 95%, soglia che assicura la migliore copertura della popolazione. Visto il rischio che questo stato di cose comporta, nel nuovo Piano promosso mediante l’accordo Stato-Regioni, è menzionata la possibilità di vietare l’entrata a scuola per i bambini a cui mancano i vaccini previsti nel calendario. Un altro riferimento è indirizzato a possibili sanzioni disciplinari nei confronti dei medici che non supportano il vaccino. La questione a questo punto sarà anche economica, visto che il piano vaccini costa circa 300 milioni di euro, comunque non pochi di fronte ad un aumento del fondo sanitario nazionale di un miliardo. Sergio Venturi, il coordinatore degli assessori alla Sanità, spiega: “E’ un piano molto ambizioso, contiene vaccini ulteriori, ci vorrà tempo per la piena applicazione. Abbiamo proposto, e il ministero è d’accordo, un tavolo di monitoraggio tra Regioni e ministero della Salute. Ora si tratta di applicare il Piano, valutando gli aspetti economici e le priorità da raggiungere”.