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Scuola: le facili diagnosi di DSA sono più nocive che utili

DSA

Dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia, in Italia gli alunni a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento sono circa 187 mila, ovvero il 2,1% degli studenti totali. Negli ultimi anni questo numero è andato sensibilmente aumentato, soprattutto a causa dell’esistenza di una legge, in vigore dal 2010. Questi numeri rappresentano un campanello di allarme e sicuramente destano stupore, ma, in certi casi anche una buona dose di sospetto. Continua a leggere “Scuola: le facili diagnosi di DSA sono più nocive che utili”

La formazione e i compiti dell’Assistente Educativo Culturale (AEC)

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L’Assistente Educativo Culturale è quella figura professionale che negli ultimi anni sta assumendo un ruolo sempre più importante all’interno delle nostre scuole, specialmente in quelle dell’obbligo. Il suo delicato ruolo è del tutto di primo piano, considerando l’assunto fondamentale che tutti i bambini e ragazzi portatori di handicap, inseriti nella scuola dell’obbligo, hanno diritto ad essere accolti a scuola in modo adeguato e a seconda dei propri bisogni specifici.

Affinchè questo possa succedere, accanto agli insegnanti curriculari, dovrebbero essere presenti le seguenti figure professionali: un insegnante di sostegno e un Assistente Educativo Culturale che insieme collaborano alla realizzazione del Piano Educativo Individualizzato per lo studente.
Di che cosa si occupa nello specifico un AEC? L’Assistente Educativo Culturale assegnato a ciascun ragazzo disabile:

  • risponde a bisogni materiali (cura della persona, assistenza durante la nutrizione, ecc.);
  • si occupa dei bisogni di tipo personale e relazionale (conoscenza dell’ambiente, bisogno di comunicazione, aiuto nei rapporti con le altre persone, prima conoscenza dello spazio, del tempo, ecc.);
  • partecipa agli incontri di programmazione dei Gruppi di Lavoro Handicap (GLH) presso la scuola;
  • opera in un’area di intervento già oggetto di specifica azione didattica da parte dei docenti (curricolari e di sostegno).

Questa figura professionale deve essere in grado di lavorare in équipe, attuare strategie di problem solving, mediare tra l’alunno disabile e gli altri compagni, individuare le migliori strategie di intervento, realizzare interventi che rimuovano quelle barriere fisiche, psicologiche e sociali che spesso impediscono al disabile di strutturare in modo equilibrato il senso della propria identità.

Per diventare un AEC dovrà svilupparsi un percorso di formazione finalizzato all’implementazione e al miglioramento delle competenze e delle conoscenze, nell’ambito dei servizi socio-educativo-culturali. La sua attività è volta allo sviluppo delle potenzialità delle persone e alla promozione di processi di prevenzione del disagio, inserimento e partecipazione sociale attraverso la progettazione e la gestione di attività di carattere educativo, culturale e di intrattenimento a diretto contatto con: bambini e adolescenti portatori di handicap.

La formazione dell’AEC deve comprendere:

  • acquisizione delle competenze necessarie alla costruzione e al supporto della famiglia e della rete formale;
  • acquisizione delle competenze necessarie alla sperimentazione di percorsi formativi, di orientamento ed accompagnamento al lavoro;
  • acquisizione di capacità per sviluppare e allineare competenze professionali specifiche atte all’erogazione di nuovi servizi all’utenza quali servizi informativi, orientativi, formativi e culturali.

Purtroppo al giorno d’oggi nelle scuole operano operatori AEC senza alcuna preparazione specifica. Pertanto l’organizzazione di questi corsi è necessaria per ottenere un miglior rendimento in questo tipo di lavoro.

La richiesta di queste figure da parte delle scuole è in continuo aumento e proprio dalle scuole vengono richieste figure specializzate. In mancanza di questa specializzazione attualmente vengono inviati psicologi, educatori e altre figure professionali che avrebbero bisogno di una formazione specifica.

La figura dell’AEC è richiesta in tutto l’ordinamento scolastico dalla scuola della prima infanzia all’università.

È sempre più necessario che il servizio AEC venga inteso come risorsa della scuola nell’attuazione del progetto educativo a favore degli alunni disabili e non, come spesso accade, come un servizio assistenziale a carattere “privato”, ospitato all’interno della scuola stessa.

Vista l’importanza del ruolo dell’AEC e soprattutto della sua formazione, Minerva Sapiens propone un corso specifico di 50 ore che prevede in aggiunta anche un tirocinio. Si può ricevere informazioni e scaricare la scheda completa del corso visitando il sito all’indirizzo
Corso AEC