Tag: Assistente Educativo Culturale

Buona Scuola: il governo prepara la riforma del sostegno

insegnanti di sostegnoIl “progetto di vita” a cui partecipa tutto il complesso scolastico.

 La Buona Scuola, una delle più importanti riforme del governo Renzi, prevede un piano di cambiamenti ad hoc anche per quel che concerne il mondo degli insegnanti di sostegno. Meno burocrazia e docenti più preparati sono le principali direttrici su cui nei mesi scorsi stava lavorando il governo. Il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, ha affermato che la riforma sarà pronta e applicabile in tempi molto brevi e la riassume in questo modo: “Semplificazione, continuità, maggiore formazione e specializzazione per andare incontro alle esigenze reali degli alunni, costruzione di un progetto di vita che vada oltre la scuola e un’inclusione che è responsabilità di tutta la comunità”. Continua a leggere “Buona Scuola: il governo prepara la riforma del sostegno”

“Se esce uno, usciamo tutti”. La manifestazione di solidarietà in una scuola di Roma.

alunni disabili

La cosiddetta “Spending review” sta facendo sentire i suoi effetti anche in campi in cui le risorse sono assolutamente indispensabili. Lo scorso dicembre i riflettori della cronaca sono stati puntati sulla  scuola, una delle istituzioni maggiormente colpite dai tagli economici degli ultimi governi, e in particolar modo, su ciò che è successo di recente in un edificio scolastico di Montesacro, celebre quartiere a nord della capitale. Qui, un gran numero di studenti e le loro famiglie si sono fatti sentire manifestando il proprio dissenso riguardo alla carenza di insegnanti di sostegno presso l’istituto scolastico. Continua a leggere ““Se esce uno, usciamo tutti”. La manifestazione di solidarietà in una scuola di Roma.”

Assistente Educativo Culturale

Il corso formativo realizzato da Minerva Sapiens arriva alla sua V edizione

Negli ultimi anni si sono fatti numerosi passi in avanti nel trattamento della disabilità rinnovando i servizi dedicati e ampliando lo spettro di interventi a favore del disabile. Questo movimento ha sottolineato l’importanza di prestare attenzione non solo agli interventi di carattere sanitario, ma anche a quelli che riguardano l’ambito relazionale e sociale del portatore di handicap, trasformando il processo di inserimento in un vero e proprio processo di integrazione di competenza delle Regioni.aec

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I compiti dell’Assistente Educativo Culturale (AEC)

Lehrer hilft in der GrundschuleL’importanza dell’interazione e della comunicazione per l’alunno disabile

Negli ultimi anni si sono fatti numerosi passi in avanti nel trattamento della disabilità rinnovando i servizi dedicati e ampliando lo spettro di interventi a favore del disabile. Questo movimento ha sottolineato l’importanza di prestare attenzione non solo agli interventi di carattere sanitario, ma anche a quelli che riguardano l’ambito relazionale e sociale del portatore di handicap, trasformando il processo di inserimento in un vero e proprio processo di integrazione di competenza delle Regioni. Continua a leggere “I compiti dell’Assistente Educativo Culturale (AEC)”

La formazione e i compiti dell’Assistente Educativo Culturale (AEC)

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L’Assistente Educativo Culturale è quella figura professionale che negli ultimi anni sta assumendo un ruolo sempre più importante all’interno delle nostre scuole, specialmente in quelle dell’obbligo. Il suo delicato ruolo è del tutto di primo piano, considerando l’assunto fondamentale che tutti i bambini e ragazzi portatori di handicap, inseriti nella scuola dell’obbligo, hanno diritto ad essere accolti a scuola in modo adeguato e a seconda dei propri bisogni specifici.

Affinchè questo possa succedere, accanto agli insegnanti curriculari, dovrebbero essere presenti le seguenti figure professionali: un insegnante di sostegno e un Assistente Educativo Culturale che insieme collaborano alla realizzazione del Piano Educativo Individualizzato per lo studente.
Di che cosa si occupa nello specifico un AEC? L’Assistente Educativo Culturale assegnato a ciascun ragazzo disabile:

  • risponde a bisogni materiali (cura della persona, assistenza durante la nutrizione, ecc.);
  • si occupa dei bisogni di tipo personale e relazionale (conoscenza dell’ambiente, bisogno di comunicazione, aiuto nei rapporti con le altre persone, prima conoscenza dello spazio, del tempo, ecc.);
  • partecipa agli incontri di programmazione dei Gruppi di Lavoro Handicap (GLH) presso la scuola;
  • opera in un’area di intervento già oggetto di specifica azione didattica da parte dei docenti (curricolari e di sostegno).

Questa figura professionale deve essere in grado di lavorare in équipe, attuare strategie di problem solving, mediare tra l’alunno disabile e gli altri compagni, individuare le migliori strategie di intervento, realizzare interventi che rimuovano quelle barriere fisiche, psicologiche e sociali che spesso impediscono al disabile di strutturare in modo equilibrato il senso della propria identità.

Per diventare un AEC dovrà svilupparsi un percorso di formazione finalizzato all’implementazione e al miglioramento delle competenze e delle conoscenze, nell’ambito dei servizi socio-educativo-culturali. La sua attività è volta allo sviluppo delle potenzialità delle persone e alla promozione di processi di prevenzione del disagio, inserimento e partecipazione sociale attraverso la progettazione e la gestione di attività di carattere educativo, culturale e di intrattenimento a diretto contatto con: bambini e adolescenti portatori di handicap.

La formazione dell’AEC deve comprendere:

  • acquisizione delle competenze necessarie alla costruzione e al supporto della famiglia e della rete formale;
  • acquisizione delle competenze necessarie alla sperimentazione di percorsi formativi, di orientamento ed accompagnamento al lavoro;
  • acquisizione di capacità per sviluppare e allineare competenze professionali specifiche atte all’erogazione di nuovi servizi all’utenza quali servizi informativi, orientativi, formativi e culturali.

Purtroppo al giorno d’oggi nelle scuole operano operatori AEC senza alcuna preparazione specifica. Pertanto l’organizzazione di questi corsi è necessaria per ottenere un miglior rendimento in questo tipo di lavoro.

La richiesta di queste figure da parte delle scuole è in continuo aumento e proprio dalle scuole vengono richieste figure specializzate. In mancanza di questa specializzazione attualmente vengono inviati psicologi, educatori e altre figure professionali che avrebbero bisogno di una formazione specifica.

La figura dell’AEC è richiesta in tutto l’ordinamento scolastico dalla scuola della prima infanzia all’università.

È sempre più necessario che il servizio AEC venga inteso come risorsa della scuola nell’attuazione del progetto educativo a favore degli alunni disabili e non, come spesso accade, come un servizio assistenziale a carattere “privato”, ospitato all’interno della scuola stessa.

Vista l’importanza del ruolo dell’AEC e soprattutto della sua formazione, Minerva Sapiens propone un corso specifico di 50 ore che prevede in aggiunta anche un tirocinio. Si può ricevere informazioni e scaricare la scheda completa del corso visitando il sito all’indirizzo
Corso AEC