Categoria: Psicologia

La sfera della sessualità nelle persone disabili

Quello della sessualità delle persone disabili è un tema di cui si è cominciato a parlare più frequentemente in Italia negli ultimi anni, ma che incontra ancora forti dibattiti da parte dell’opinione pubblica. Continua a leggere “La sfera della sessualità nelle persone disabili”

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La Comunicazione Aumentativa Alternativa: i migliori 6 software gratuiti con cui creare materiali didattici

Molti sono stati  i software sviluppati negli ultimi anni per creare materiali sulla CAA.

Si tratta di applicazioni e programmi informatici con i quali si possono realizzare schede, simboli ed immagini utili per facilitare la comunicazione di persone con difficoltà e disabilità.

Purtroppo  per la maggior parte si tratta di software che non hanno ancora una versione in lingua italiana o solo a pagamento e questo crea difficoltà nel reperire schede e materiali utili per gli addetti ai lavori. Inoltre quando si cercano informazioni sul web su questi strumenti, si trovano molte notizie discordanti e confuse sull’utilizzo di un software in modo gratuito o previo acquisto di una licenza.

Ma quali sono gli strumenti davvero open source dedicati alla Comunicazione Aumentativa Alternativa? Continua a leggere “La Comunicazione Aumentativa Alternativa: i migliori 6 software gratuiti con cui creare materiali didattici”

I Digital Devices e l’età infantile: istruzioni per l’uso

Educare i bambini digitali ad un impiego corretto delle tecnologie.

Cresciuti tra tablet, smartphone, app e touchscreen i bambini di oggi ci sorprendono sempre più per il modo intuivo con cui si approcciano a queste tecnologie.

Molti sono i dibattiti che si susseguono su vantaggi e svantaggi del loro utilizzo da parte dei più piccoli ma una cosa è certa: i digital divices sono ormai strumenti di uso quotidiano e non possono essere aboliti tanto che oltre il 50% dei bambini tra i 2 e i 5 anni sa già giocare con un tablet. Come per tutte le altre tecnologie (TV e videogiochi),  è importante educare i bambini ad un uso corretto e consapevole di questi nuovi dispositivi in quanto potrebbero essere dannosi e pericolosi per la loro salute e crescita. Continua a leggere “I Digital Devices e l’età infantile: istruzioni per l’uso”

L’Orientatore: un ponte con il mondo del lavoro

Trovare un lavoro è diventato ormai un lavoro!

In un mercato lavorativo come quello attuale, fortemente competitivo e mutevole, c’è sempre più bisogno di figure cruciali come gli orientatori tanto che si tratta di un ambito lavorativo in forte sviluppo. Continua a leggere “L’Orientatore: un ponte con il mondo del lavoro”

La Legge Iori passa al Senato per l’ultima approvazione

Potranno diventare educatori solo i laureati in Scienze dell’Educazione e Formazione?

Dopo essere stata approvata dalla Camera, la Legge Iori è arrivata al Senato il 26 ottobre scorso ed è tutt’oggi aperto il dibattito sul far passare o meno questo progetto di legge DDL che va a disciplinare le professioni degli educatori degli ambiti socio-pedagogico e socio-sanitario. Continua a leggere “La Legge Iori passa al Senato per l’ultima approvazione”

Scuola: le facili diagnosi di DSA sono più nocive che utili

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Dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia, in Italia gli alunni a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento sono circa 187 mila, ovvero il 2,1% degli studenti totali. Negli ultimi anni questo numero è andato sensibilmente aumentato, soprattutto a causa dell’esistenza di una legge, in vigore dal 2010. Questi numeri rappresentano un campanello di allarme e sicuramente destano stupore, ma, in certi casi anche una buona dose di sospetto. Continua a leggere “Scuola: le facili diagnosi di DSA sono più nocive che utili”

La Terapia della Bambola per cura­re i sintomi della demenza senile

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Fonte: Wikipedia Library

 

 

 

 

 

 

Le terapie non farmacologiche sono sempre più rilevanti nella vita degli anziani.

Negli ultimi decenni, in tutto il mondo, si è verificato, anche gra­zie alle scoperte scientifiche, un allungamento sempre più sensibile dell’età media della vita delle persone. Così come sono aumentate le aspettative di vita, sono anche aumenta­ti i disagi e le possibili cause di disabilità che la vecchiaia porta con sé. Decadimento fisico, psichico e cognitivo sono problemi che sempre di più la popolazione è tenuta ad affrontare. Tra le cause di disabilità si annovera Continua a leggere “La Terapia della Bambola per cura­re i sintomi della demenza senile”

Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

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Superare le barriere del linguaggio attraverso interventi professionali e il supporto formativo dei docenti del centro CNAPP.

La comunicazione è un processo che include modalità verbali, non verbali e paraverbali di espressione che permettono di relazionarsi con un’altra persona secondo regole sociali condivise. Continua a leggere “Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)”

DSA, Disturbi Specifici dell’Apprendimento: come affrontarli a scuola

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I DSA, o Disturbi Specifici dell’Apprendimento, sono disturbi che coinvolgono alcune abilità specifiche che devono essere acquisite da bambini e da ragazzi durante l’età scolare. Questi disturbi comportano la non autosufficienza durante il percorso scolastico, provocando una difficoltà di approccio specialmente nelle azioni che riguardano la lettura, la scrittura e il calcolo. I DSA si verificano generalmente in soggetti che hanno intelligenza almeno nella norma, con caratteristiche fisiche e mentali nella norma e capacità di imparare. Tuttavia, essendo colpiti nel vivo gli “strumenti” dell’apprendimento, questo non può essere messo in pratica con le tempistiche degli altri soggetti.

Affinchè i bambini e i ragazzi affetti da questi disturbi possano affrontare serenamente e proficuamente il loro percorso scolastico, è necessario che gli si presti un costante aiuto mirato e corretto. Attualmente questi alunni hanno il diritto all’insegnante di sostegno. Hanno però anche diritto, grazie alla legge 170/10 a strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo e in generale a misure dispensative, che permettano di sostituire il carico di studio con altri tipi di prove valutative adatte alla loro situazione. I DSA più solitamente riscontrati sono:

  • Dislessia
  • Disgrafia
  • Disortografia
  • Disturbo specifico della compitazione
  • Discalculia

In uno stesso soggetto si può verificare la concomitanza di più disturbi; si ritiene che abbiano la stessa origine di tipo neuropsicologico e solitamente hanno carattere ereditario.

In che modo si può aiutare concretamente un alunno affetto da DSA? Innanzitutto occorre conoscere alcuni aspetti delle difficoltà di apprendimento. I bambini soggetti a DSA hanno problemi con la memoria a breve termine, mentre, generalmente, hanno un’eccellente memoria a lungo termine. Pensando principalmente per immagini, hanno difficoltà a memorizzare elementi in sequenza (i mesi dell’anno, i giorni della settimana, le tabelline). Non hanno una buona percezione del tempo che scorre e scambiano la destra con la sinistra, hanno molte difficoltà motorie fini (come allacciarsi le scarpe e i bottoni, tenere la penna in mano). Apprendono rapidamente attraverso l’osservazione, la dimostrazione, la sperimentazione e gli aiuti visuali. Spesso sono molto vivaci e tendono a porre l’accento su ciò che sanno fare bene per sopperire alla mancanza di ciò che invece hanno difficoltà a fare. L’insegnante deve conoscere molto non solo delle capacità reali del bambino, ma anche della psicologia che guida i suoi atteggiamenti e deve partire dal presupposto che l’alunno non è incapace di apprendere, ma  che possiede una capacità di apprendimento “disturbata”. L’obiettivo principale a cui devono mirare genitori ed insegnanti è procedere in maniera costruttiva verso il tragitto dell’autonomia. Autonomia che per un alunno con DSA è spesso raggiungibile con uno sforzo emotivo non indifferente.

Come si è già detto in precedenza, affianco ad un atteggiamento dell’insegnante che sia attivo e propositivo, la legge prevede che lo studente possa usufruire di strumenti didattici compensativi ed essere esonerato da alcuni compiti, misura che viene indicata con il termine di  “dispensativa”. Sono strategie dispensative:

  • tempi maggiori per l’esecuzione dei compiti scritti, anche durante gli esami finali
  • possibilità di effettuare le verifiche oralmente
  • carico minore di attività
  • uso dei foglietti scritti e fotocopiati per fare scrivere i compiti ai bambini invece di copiarli dalla lavagna o di scriverli sotto dettatura
  • leggere a mente e non ad alta voce
  • valutazione delle prove scritte ed orali con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma, non correggendo gli errori di tipo fonologico nella scrittura.

Tra gli strumenti compensativi si annoverano invece:

  • tabella delle misure e delle formule geometriche;
  • computer con programma di videoscrittura, correttore automatico, dotato di stampante o scanner;
  • calcolatrice o computer con foglio di calcolo;
  • vocabolario multimediale;
  • software didattici specifici.

Perché questi strumenti risultino efficaci è essenziale che ci sia una continua collaborazione tra la famiglia e l’insegnante, che dovrà comunicare ogni passo avanti dell’alunno, come è anche fondamentale il rapporto che lo studente con DSA crea con il resto della classe. È compito degli insegnanti favorire e promuovere una classe cooperativa ed inclusiva dedicando del tempo alla costruzione di relazioni significative e non giudicanti, alla valorizzazione dei diversi stili di apprendimento e della diversità in generale.

Per informare e aggiornare il personale docente sul delicato tema della disabilità a scuola il Centro di Formazione Minerva Sapiens propone un interessante corso dal titolo “L’inserimento scolastico degli alunni con disabilità: autismo, disabilità verbale, cognitiva e motoria. Relazione ed interazione attraverso l’uso della CAA”. Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito all’indirizzo www.minervasapiens.it.

 

Obesità infantile: come prevenirla e favorire una sana alimentazione

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L’obesità infantile è uno dei problemi più rilevanti nelle società sviluppate. L’obesità può essere definita come un accumulo di tessuto adiposo in grado di aumentare consistentemente i rischi per la salute, tra cui malattie cardiovascolari, pressione alta, diabete e ipercolesterolemia; in età infantile questo è uno dei problemi più frequenti.

Come ogni patologia, l’obesità presenta dei problemi più o meno gravi che si ripercuotono sia sulla persona che sulla famiglia, e indirettamente sulla collettività. Da un punto di vista psicologico, l’obesità crea un disagio legato soprattutto all’autostima del bambino, che comincia ad assumere atteggiamenti di isolamento, modificazione del carattere e scarso impegno scolastico. Gli Stati Uniti sono uno dei luoghi al mondo ad avere il più alto numero di bambini e giovani adolescenti obesi. Qui circa il 15% dei bambini tra i 6 e i 11 anni è obeso, come lo è anche il 15,5% degli adolescenti tra i 12 e i 19 anni. L’Italia è tra i primi posti in Europa per numero di bambini obesi: si stima infatti che nel nostro paese circa il 20,9% dei bambini sia sovrappeso e che il 9,8% sia obeso. Tuttavia, dal 2008 ad oggi il numero dei bambini di 8-9 anni sovrappeso è diminuito, questo anche grazie all’incremento delle campagne di sensibilizzazione sulla buona alimentazione. Il fenomeno dell’obesità in età pediatrica è più marcato nelle regioni meridionali e in quelle centrali rispetto a quelle settentrionali.

Le cause dell’obesità sono tante e alcune differenti tra loro; alcune sono cause mediche, come il diabete infantile, ma la maggior parte sono legate ad una scorretta alimentazione e quindi attribuibili prevalentemente al comportamento dei genitori. Gli errori che generalmente commettono i genitori nella somministrazione del cibo ai figli sono vari. Il più comune, forse dovuto alla fretta o ai capricci del bambino, è la mancanza di una variazione delle pietanze presentate. Il risultato che si ottiene è che il bambino non impara a variare, si stanca di mangiare sempre le stesse cose, non mangia e si ritrova a nutrirsi fuori dai pasti in maniera disordinata e spesso di cibo spazzatura. Un altro errore abbastanza frequente che i genitori compiono è quello di lasciare che il bambino consumi bevande e cibi zuccherate in maniera disordinata, così come anche non favorire la buona abitudine della colazione nutriente al mattino. Negli ultimi anni anche l’attività sportiva ha lasciato troppo spazio alla tv che è diventata la protagonista del tempo libero dei bambini al ritorno da scuola.

Un rapporto OCSE 2010 ha rivelato come un approccio preventivo possa costituire un’ottima soluzione al problema dell’obesità: una prevenzione attiva e mirata rispetto alle singole fasce d’età potrebbe rappresentare un rimedio sia in termini di salute che in termini di costo sanitario. Quali sono i punti focali di un programma di prevenzione su larga scala?

  • È necessario correggere le abitudini quotidiane sbagliate fin da piccoli;
  • Occorre trasferire nei ragazzi i concetti di cibo sano e vita equilibrata;
  • È indispensabile diffondere l’idea che correggendo le abitudini sbagliate si permette ai ragazzi di crescere in maniera sana e consapevole.

In poche parole, occorre cominciare a cambiare la “cultura del cibo”. Ma poiché ancora risulta difficile pensare così in grande, si può cominciare ad affrontare il problema all’interno delle mura domestiche. La somministrazione di una semplice dieta al bambino, non si è rivelato un metodo sufficientemente efficace e a volte è addirittura controproducente. Occorre in questi casi cominciare un percorso comportamentale in cui il bambino non venga solo messo a dieta, ma cominci ad apprendere comportamenti finalizzati ad un corretto stile di vita, che gli consenta di perdere gradualmente peso. Attraverso una terapia di questo tipo, il bambino, oltre a dimagrire, ne trarrà benefici anche dal punto di vista psicologico in quanto, imparando ad autogestirsi, comincerà anche ad acquisire autostima.

Come si evince da una nota del ministero della Salute, risulta chiaro che “Gli stili di vita sono un determinante riconosciuto delle malattie croniche non trasmissibili ed hanno un forte impatto sulla salute. Attraverso Programmi (Guadagnare salute) e Piani nazionali (Piano Nazionale della Prevenzione) l’Italia ha rafforzato le azioni volte alla promozione di stili di vita sani, sviluppando con un approccio ‘intersettoriale’ interventi volti a modificare i comportamenti individuali non salutari e a creare condizioni ambientali che favoriscano corretti stili di vita. Sovrappeso ed obesità, in particolare per la diffusione tra i bambini, rappresentano una sfida rilevante per la sanità pubblica”.