Categoria: Mondo della scuola

A scuola con l’Assistente Educativo Culturale (AEC)

Nachhilfe im Unterricht

L’Assistente Educativo Culturale (AEC) è un operatore dipendente dal comune, dalla scuola o da cooperative sociali capace di fornire prestazioni di supporto e di assistenza agli alunni con disabilità. Questi bambini e ragazzi hanno diritto ad avere sostegno e integrazione a seguito della certificazione di disabilità rilasciata dalla ASL secondo la vigente legge 104/92.

Oltre all’insegnante di sostegno, in molti casi viene prevista anche l’assegnazione di un AEC a seconda del livello di gravità della disabilità (la valutazione viene stilata dalla ASL). La famiglia può farne richiesta alla scuola che, tramite il Dirigente scolastico, la inoltrerà all’Ente Locale di competenza. Il contributo dell’operatore può essere prezioso sia per gli insegnanti che per l’alunno.

In particolare, l’obiettivo dell’assistente è favorire e promuovere l’autonomia del bambino disabile, in collaborazione con tutte le figure presenti nel contesto scolastico con lo scopo di favorire la sua inclusione sociale. I compiti dell’Assistente Educativo Culturale sono:

  • supportare l’alunno nell’attività didattica interna;
  • assisterlo nelle esigenze igienico-sanitarie;
  • collaborare con i docenti e il personale scolastico;
  • programmare un Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Come si diventa AEC?

Non esiste una normativa nazionale univoca, ma le regole cambiano da municipio a municipio. Alcuni richiedono laureati in psicologia, scienze dell’educazione/formazione e servizio sociale oppure persone in possesso di diploma socio-pedagogico. Altri municipi, invece, richiedono un attestato di qualifica regionale per Operatore Educativo per l’autonomia e la comunicazione e altri ancora una formazione specifica presso un ente di formazione accreditato per una durata di almeno 50 ore. In ogni caso l’aspirante operatore è tenuto ad aggiornarsi seguendo corsi specifici per acquisire le necessarie competenze tecniche e relazionali. La sua formazione prevede la conoscenza di diversi tipi di disabilità, specifici obiettivi volti all’autonomia, integrazione e comunicazione, l’uso di strumenti di intervento specifici per la gestione dei “comportamenti problema”, saper leggere e gestire alcune dinamiche nel rapporto con scuola/famiglia/cooperativa.

Il nostro corso per Assistente Educativo Culturale mira a formare persone in ambito dei servizi socio-educativo-culturali che operano nelle scuole dell’obbligo in favore dell’integrazione di studenti disabili.

Per scoprire le prossime edizioni del 2019 visita il sito http://www.minervasapiens.it/site/corso-per-assistente-educativo-culturale-aec/

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Comunicare con simboli e immagini: la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

Comunicare con simboli e immagini: la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

La mancanza di possibilità di comunicare con gli altri comporta ricadute negative nello sviluppo della relazione, del linguaggio e nello sviluppo cognitivo e sociale. Per questo, conoscerne le tecniche e gli strumenti necessari per sopperire a questa mancanza può rivelarsi utile.  Continua a leggere “Comunicare con simboli e immagini: la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)”

Scuola e famiglia affrontano la dislessia

Scuola e famiglia affrontano la dislessia

In occasione della terza edizione della Settimana Nazionale della Dislessia dall’ 1 al 7 ottobre 2018, l’Associazione Italiana Dislessia ha stilato un programma di oltre 300 eventi di informazione e sensibilizzazione, su tutto il territorio nazionale, organizzati a livello locale da oltre 1.000 volontari, in collaborazione con enti pubblici, scuole e altre istituzioni. Continua a leggere “Scuola e famiglia affrontano la dislessia”

Bisogni speciali per una scuola inclusiva

Bisogni speciali per una scuola inclusiva

L’acronimo BES (Bisogni Educativi Speciali) è stato introdotto dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e disciplina gli strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e l’organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica. Vediamo cosa dice la Direttiva.

“L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.

L’obiettivo è garantire il diritto all’apprendimento, sancito dalla legge 53/2003, a tutti i bambini con svantaggi e difficoltà per favorire piani adeguati e personalizzati durante il percorso di studi.

CHI SONO: Gli alunni da tutelare sono: disabili con certificazione della legge 104/92, alunni con disturbi evolutivi specifici (DSA, deficit di linguaggio, deficit delle attività non verbali, deficit della coordinazione motoria, ADHD) e alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico. Una nota importante è che la scuola individua gli alunni per i quali sarebbe opportuno un ausilio per l’apprendimento, ma non dichiara né certifica alunni con BES.

Corso online Bisogni Educativi Speciali BES e didattica inclusiva

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO: Questi studenti hanno diritto ad usufruire di un piano didattico personalizzato o PDP  che deve essere redatto dal collegio docenti in collaborazione con le famiglie e con i singoli discenti. Il piano didattico è pensato per far emergere negli alunni con BES gli strumenti idonei a favorire l’apprendimento. Nel PDP, per ciascuna materia o ambito di studio, devono essere individuati gli strumenti compensativi e dispensativi necessari a sostenere l’ allievo nell’apprendimento.

Lavorare con studenti BES offre molti stimoli agli insegnanti che vogliano rimettersi in gioco e sperimentare nuove forme di didattica speciale, personalizzata e inclusiva per garantire a tutti le stesse opportunità di apprendere e migliorare facendo della scuola una bella palestra di vita.

 

 

CARTA RIESCO: la nuova proposta formativa della Regione Lazio per i giovani NEET

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RIESCO è la nuova iniziativa della Regione Lazio rivolta ai giovani dai 18 ai 29 anni non coinvolti in percorsi formativi o di lavoro, con lo scopo di rafforzare le opportunità di formazione e incrementare le opportunità di inserimento occupazionale.

Questo nuovo progetto rientra nel POR Lazio FSE 2014/2020, cioè nel Programma Operativo Investimenti per la crescita e l’occupazione cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo.

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2 Aprile: Giornata Mondiale dell’Autismo

Il 2 Aprile si svolgerà la XI Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, istituita dall’Onu nel 2007.

In occasione di questo evento, dedicato alla sensibilizzazione verso questa sindrome, i principali monumenti di tutti i Paesi si illumineranno di blu come ormai succede da anni, secondo la campagna Light It up the Blue. Continua a leggere “2 Aprile: Giornata Mondiale dell’Autismo”

Corso per Operatore Educativo. La Regione Lazio ora prevede il riconoscimento dei crediti formativi.

Un’importante novità è stata introdotta dalla Regione Lazio per la Qualifica Regionale di Operatore Educativo.

Nell’ambito del progetto pilota “Formazione, Valore, Apprendimento”, la Regione ha introdotto per la prima volta ed a titolo sperimentale, il riconoscimento dei crediti di frequenza.

Coloro che da oggi hanno intenzione di prendere la qualifica, potranno richiedere l’esonero da alcuni moduli del corso nel limite massimo del 30% della durata totale del percorso formativo. Continua a leggere “Corso per Operatore Educativo. La Regione Lazio ora prevede il riconoscimento dei crediti formativi.”

La Comunicazione Aumentativa Alternativa: i migliori 6 software gratuiti con cui creare materiali didattici

Molti sono stati  i software sviluppati negli ultimi anni per creare materiali sulla CAA.

Si tratta di applicazioni e programmi informatici con i quali si possono realizzare schede, simboli ed immagini utili per facilitare la comunicazione di persone con difficoltà e disabilità.

Purtroppo  per la maggior parte si tratta di software che non hanno ancora una versione in lingua italiana o solo a pagamento e questo crea difficoltà nel reperire schede e materiali utili per gli addetti ai lavori. Inoltre quando si cercano informazioni sul web su questi strumenti, si trovano molte notizie discordanti e confuse sull’utilizzo di un software in modo gratuito o previo acquisto di una licenza.

Ma quali sono gli strumenti davvero open source dedicati alla Comunicazione Aumentativa Alternativa? Continua a leggere “La Comunicazione Aumentativa Alternativa: i migliori 6 software gratuiti con cui creare materiali didattici”

I Digital Devices e l’età infantile: istruzioni per l’uso

Educare i bambini digitali ad un impiego corretto delle tecnologie.

Cresciuti tra tablet, smartphone, app e touchscreen i bambini di oggi ci sorprendono sempre più per il modo intuivo con cui si approcciano a queste tecnologie.

Molti sono i dibattiti che si susseguono su vantaggi e svantaggi del loro utilizzo da parte dei più piccoli ma una cosa è certa: i digital divices sono ormai strumenti di uso quotidiano e non possono essere aboliti tanto che oltre il 50% dei bambini tra i 2 e i 5 anni sa già giocare con un tablet. Come per tutte le altre tecnologie (TV e videogiochi),  è importante educare i bambini ad un uso corretto e consapevole di questi nuovi dispositivi in quanto potrebbero essere dannosi e pericolosi per la loro salute e crescita. Continua a leggere “I Digital Devices e l’età infantile: istruzioni per l’uso”