Categoria: Infiermeristica

Riforma delle professioni sanitarie: riconosciuta l’Area Socio-sanitaria degli OSS

Close positive relationship between senior patient and caregiver

Che cosa cambia con la nascita dell’Area Socio-Sanitaria per la professione di OSS

È una vera e propria rivoluzione quella in arrivo per le professioni sanitarie: è sempre più una realtà che nei prossimi mesi gli OSS, gli Operatori Socio Sanitari, potranno essere riconosciuti professionisti a tutti gli effetti e gli infermieri potranno guadagnare il ruolo di “specialisti”. Queste sono le novità presenti sulla bozza del nuovo documento di indirizzo “Personale dei livelli – Triennio contrattuale 2016/2018“, messo in piedi dal Comitato di Settore Comparto Regioni e Sanità. Continua a leggere “Riforma delle professioni sanitarie: riconosciuta l’Area Socio-sanitaria degli OSS”

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Prevenzione e cura delle lesioni da pressione. Come far fronte ad un frequente problema legato all’immobilità del corpo.

Portrait American nurse on hospital ward

Per lesioni da pressione si intendono ulcerazioni della cute più o meno profonde. Tale fenomeno si riscontra principalmente nelle persone che passano un tempo molto lungo immobilizzate o nei soggetti con problemi di mobilità. L’immobilità determina una riduzione della circolazione del sangue, limitando il passaggio di ossigeno e di sostanze nutritive e porta alla morte dei tessuto con la conseguente formazione delle ferite. La scarsa mobilità, o l’immobilità totale, non sono le uniche cause della formazione delle piaghe da decubito. Infatti, esse possono verificarsi anche in soggetti che hanno problemi di nutrizione, con ridotta percezione sensoriale, con flusso sanguigno inadeguato e in quelli con problemi di incontinenza. Continua a leggere “Prevenzione e cura delle lesioni da pressione. Come far fronte ad un frequente problema legato all’immobilità del corpo.”

L’aggiornamento professionale e il programma ECM – Educazione Continua in Medicina

Medical team at the hospital looking very happy

In un campo così complesso come quello della medicina, l’aggiornamento delle competenze del personale sanitario è un aspetto estremamente importante per lavorare bene nel quotidiano. Dal 2002 in Italia, come in tutti gli altri maggiori paesi del mondo, è attivo il programma di Educazione Continua in Medicina, identificato anche con la sigla di ECM. L’obiettivo di tale programma è principalmente quello di mantenere elevati i livelli di conoscenza relativi alla teoria, pratica e comunicazione in campo medico. Il programma riguarda tutto il personale sanitario, medico o non medico, dipendente o libero professionista, operante nella sanità, sia privata che pubblica. In Italia è obbligatorio che tutto il personale sanitario provveda a mantenersi nel corso del tempo sempre informato e preparato sulle novità in campo medico. Ogni professionista è autonomo nel decidere come far fronte a questo aggiornamento, cercando in linea di massima di rispondere ai bisogni del paziente, alle esigenze organizzative e operative del Servizio Sanitario e del proprio percorso professionale. Per mettere il personale nella condizione di poter aggiornarsi, è necessario che il programma ECM venga monitorato, controllato e misurabile e, nello stesso tempo, debba essere incoraggiato e promosso attivamente.

Per consentire la verifica dell’aggiornamento continuo, il programma ECM prevede l’attribuzione di un numero determinato di crediti formativi per ogni area specialistica medica e per tutte le professioni sanitarie. Tali crediti vengono attestati dal provider e hanno validità su tutto il territorio nazionale. Ogni triennio il professionista deve acquisire 150 crediti formativi attraverso la certificazione di nuove conoscenze che migliorino le abilità cliniche, pratiche e manageriali, assicurando l’efficienza nello svolgimento del proprio lavoro. Occorre che i crediti vengano acquisiti già dall’anno successivo a quello di iscrizione all’albo e i corsi di aggiornamento previsti possono essere residenziali o in modalità FAD – Formazione a distanza. Con questo tipo di formazione, l’utente non deve spostarsi da casa, le lezioni possono essere individuali o collettive, e il materiale didattico è informatico.  Sia l’acquisto del corso, sia l’accesso al materiale didattico, sia ogni eventuale comunicazione con il Tutor, sia lo svolgimento del test finale e la relativa stampa dell’attestato, possono essere comodamente gestiti da casa. I corsi residenziali, al contrario, prevedono uno o più incontri didattici in aula con un numero limitato di posti disponibili.

A chi ci si può rivolgere per conseguire crediti ECM?

Dal 1 gennaio 2008, con l’entrata in vigore della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, la gestione amministrativa del programma di ECM ed il supporto alla Commissione Nazionale per la Formazione Continua, fino ad oggi competenze del Ministero della salute, sono stati trasferiti all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Il fulcro dell’accreditamento è, quindi, nelle mani delle Regioni, anche se esistono dei requisiti minimi che hanno valenza su tutto il territorio nazionale. Predisposto dalla Commissione Nazionale ECM, esiste un Albo Nazionale dei Provider, che comprende tutti i provider accreditati (su base nazionale/regionale). Gli enti accreditanti sono la Commissione Nazionale per la Formazione Continua e le Regioni e Pubbliche Amministrazioni anche attraverso organismi ad hoc. Hanno responsabilità di verifica sui requisiti e le attività svolte con sopralluoghi annuali del 10% dei provider accreditati.

Da anni presente e attiva sul campo, Minerva Sapiens riserva la possibilità di seguire alcuni corsi ECM per i professionisti che vogliano tenersi aggiornarti e acquisire crediti formativi. Si può visitare il catalogo dei corsi ECM all’indirizzo:

http://www.minervasapiens.it/site/category/formazione/formazione-continua/formazione-continua-ecm/

Piaghe da decubito: come prevenirle con accorgimenti mirati.

Portrait of young female scientist writing on clipboard with colleagues in background at laboratory

A seguito di interventi importanti oppure per problemi persistenti di mobilità si possono formare delle lesioni, ovvero delle ulcerazioni superficiali della pelle o, nei casi più gravi, ferite molto profonde.

Ma perché si creano tali lesioni? Una posizione prolungata e una costante immobilizzazione portano ad un aumento della pressione tra corpo e superficie del letto che va a ridurre la circolazione del sangue e il conseguente afflusso di ossigeno e di sostanze nutritive ai tessuti. Questo causa la piaga da decubito, ovvero l’ulcerazione del tessuto interessato.

E’ importante quindi prestare particolare attenzione alle persone che, per cause disparate, sono costrette a letto o sulla sedia a rotelle per tempi prolungati.

In particolare alcune patologie, come quelle in cui si riduce la percezione sensoriale (diabete, malattie cardiache ecc.), portano a sottostimare o addirittura annullare la percezione del dolore. I pazienti in questi casi pur essendo vigili, non percepiscono fastidi e riescono a mantenere la stessa posizione per un tempo prolungato con il rischio di causare danni ai tessuti.

Le piaghe da decubito causano forte dolore e a volte sono molto difficili da curare. Il primo stadio delle lesioni inizia con un arrossamento dell’epidermide senza che si intacchino i tessuti fino ad arrivare, in casi gravi, a lesioni che formano dei veri e propri fori nella pelle che danneggiano muscoli, ossa e tendini. E’ bene quindi porre particolare attenzione alla fase di prevenzione per evitare che si incorra in fastidiose ulcerazioni.

Ma come evitare le lesioni se si assiste una persona allettata o costretta su sedia a rotelle?

Ecco alcuni consigli per prevenire le piaghe da decubito:

  • controlli periodici: controllare almeno una volta al giorno lo stato della pelle della persona interessata;
  • attenzione alle parti predisposte: ci sono alcuni parti del nostro corpo povere di tessuto sottocutaneo  e con una vascolarizzazione minore a cui prestare maggiore attenzione come il tallone, l’osso sacro, le ossa del bacino, i gomiti, le scapole ecc. Per chi è in carrozzina  sono maggiormente a rischio la parte bassa della schiena, le gambe e i piedi;
  • frequenti cambi di posizione: cambiare spesso posizione permette l’attivazione della circolazione sanguigna, se il soggetto è in grado di farlo autonomamente è bene che si muova da solo altrimenti sarà nostro compito aiutarlo nello spostamento modificando la posizione all’incirca ogni 2 ore;
  • utilizzo di sostegni: per prevenire il danno da pressione può essere utile utilizzare cuscini o imbottiture che consentono allo stesso tempo di far stare più comodo il soggetto;
  • idratazione e detersione: utilizzare prodotti a PH fisiologico, asciugando la pelle tamponando delicatamente e mai frizionando le parti interessate. I prodotti consigliati sono quelli a base di zinco, acqua e creme emollienti che mantengono l’elasticità e le funzioni protettive delle pelle;
  • igiene intima: lavare accuratamente le parti intime e nel caso di soggetti incontinenti  cambiare spesso i pannoloni assorbenti per evitare che il ristagno di liquidi e la frizione favoriscano le lesioni;
  • movimento fisico: cercare di stimolare il soggetto a muoversi autonomamente, se impossibilitato aiutarlo o ricorrere all’uso di un fisioterapista in modo da tenere attiva la circolazione sanguigna;
  • alimentazione: cercare di stimolare l’appetito del soggetto in modo da favorire un adeguato stato nutrizionale, qualora il soggetto risultasse inappetente sono consigliati yogurt, omogeneizzati e minestre che forniscono proteine e calorie e possono essere deglutiti con facilità. Sono suggeriti pasti leggeri, più volte al giorno e in determinati casi si consiglia di rivolgersi ad un dietologo per un parere mirato. Inoltre è bene far bere al soggetto molta acqua per mantenere la pelle idratata.

Cosa non fare in presenza di lesioni da decubito:

  • NON usare antisettici (acqua ossigenata, tintura di iodio ecc.) sulle ferite poiché ritardano il processo di guarigione;
  • NON massaggiare le parti interessate poiché la pressione esercitata può peggiorare le piaghe da decubito;
  • NON far poggiare la persona sulle ossa femorali ma se posta di lato inclinarla di 30° circa con l’aiuto di sostegni in modo da lasciare caviglie e ginocchia sollevate;
  • NON sollevare eccessivamente la testa poiché in questo modo si facilita lo scivolamento del corpo sul letto con rischio di abrasioni e ferite.

Questi sono solo alcuni consigli utili per chi deve assistere una persona costretta a stare molto tempo ferma, è bene però rivolgersi sempre ad un operatore sanitario in modo da ricevere tutte le informazioni e le accortezze del caso per una prevenzione ottimale.