Categoria: ECM

Crediti ECM: controlli e sanzioni per chi non rispetta i termini di aggiornamento

L’Educazione Continua in Medicina oltre a garantire l’acquisizione delle competenze da parte dei professionisti del settore sanitario, rappresenta anche uno strumento di monitoraggio da parte di enti che operano nel settore sanitario.

Medical physician doctor man and group of business people.

L’avvio del Programma Nazionale di ECM risale al 2002, anno in cui l’acquisizione di un numero totale di crediti formativi divenne obbligatorio per gli specialisti del settore sanitario. Alla base del sistema dei crediti c’è proprio l’obbligo deontologico dei medici di mettere in pratica le nuove conoscenze per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Continua a leggere “Crediti ECM: controlli e sanzioni per chi non rispetta i termini di aggiornamento”

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Prevenzione e cura delle lesioni da pressione. Come far fronte ad un frequente problema legato all’immobilità del corpo.

Portrait American nurse on hospital ward

Per lesioni da pressione si intendono ulcerazioni della cute più o meno profonde. Tale fenomeno si riscontra principalmente nelle persone che passano un tempo molto lungo immobilizzate o nei soggetti con problemi di mobilità. L’immobilità determina una riduzione della circolazione del sangue, limitando il passaggio di ossigeno e di sostanze nutritive e porta alla morte dei tessuto con la conseguente formazione delle ferite. La scarsa mobilità, o l’immobilità totale, non sono le uniche cause della formazione delle piaghe da decubito. Infatti, esse possono verificarsi anche in soggetti che hanno problemi di nutrizione, con ridotta percezione sensoriale, con flusso sanguigno inadeguato e in quelli con problemi di incontinenza. Continua a leggere “Prevenzione e cura delle lesioni da pressione. Come far fronte ad un frequente problema legato all’immobilità del corpo.”

L’aggiornamento professionale e il programma ECM – Educazione Continua in Medicina

Medical team at the hospital looking very happy

In un campo così complesso come quello della medicina, l’aggiornamento delle competenze del personale sanitario è un aspetto estremamente importante per lavorare bene nel quotidiano. Dal 2002 in Italia, come in tutti gli altri maggiori paesi del mondo, è attivo il programma di Educazione Continua in Medicina, identificato anche con la sigla di ECM. L’obiettivo di tale programma è principalmente quello di mantenere elevati i livelli di conoscenza relativi alla teoria, pratica e comunicazione in campo medico. Il programma riguarda tutto il personale sanitario, medico o non medico, dipendente o libero professionista, operante nella sanità, sia privata che pubblica. In Italia è obbligatorio che tutto il personale sanitario provveda a mantenersi nel corso del tempo sempre informato e preparato sulle novità in campo medico. Ogni professionista è autonomo nel decidere come far fronte a questo aggiornamento, cercando in linea di massima di rispondere ai bisogni del paziente, alle esigenze organizzative e operative del Servizio Sanitario e del proprio percorso professionale. Per mettere il personale nella condizione di poter aggiornarsi, è necessario che il programma ECM venga monitorato, controllato e misurabile e, nello stesso tempo, debba essere incoraggiato e promosso attivamente.

Per consentire la verifica dell’aggiornamento continuo, il programma ECM prevede l’attribuzione di un numero determinato di crediti formativi per ogni area specialistica medica e per tutte le professioni sanitarie. Tali crediti vengono attestati dal provider e hanno validità su tutto il territorio nazionale. Ogni triennio il professionista deve acquisire 150 crediti formativi attraverso la certificazione di nuove conoscenze che migliorino le abilità cliniche, pratiche e manageriali, assicurando l’efficienza nello svolgimento del proprio lavoro. Occorre che i crediti vengano acquisiti già dall’anno successivo a quello di iscrizione all’albo e i corsi di aggiornamento previsti possono essere residenziali o in modalità FAD – Formazione a distanza. Con questo tipo di formazione, l’utente non deve spostarsi da casa, le lezioni possono essere individuali o collettive, e il materiale didattico è informatico.  Sia l’acquisto del corso, sia l’accesso al materiale didattico, sia ogni eventuale comunicazione con il Tutor, sia lo svolgimento del test finale e la relativa stampa dell’attestato, possono essere comodamente gestiti da casa. I corsi residenziali, al contrario, prevedono uno o più incontri didattici in aula con un numero limitato di posti disponibili.

A chi ci si può rivolgere per conseguire crediti ECM?

Dal 1 gennaio 2008, con l’entrata in vigore della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, la gestione amministrativa del programma di ECM ed il supporto alla Commissione Nazionale per la Formazione Continua, fino ad oggi competenze del Ministero della salute, sono stati trasferiti all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Il fulcro dell’accreditamento è, quindi, nelle mani delle Regioni, anche se esistono dei requisiti minimi che hanno valenza su tutto il territorio nazionale. Predisposto dalla Commissione Nazionale ECM, esiste un Albo Nazionale dei Provider, che comprende tutti i provider accreditati (su base nazionale/regionale). Gli enti accreditanti sono la Commissione Nazionale per la Formazione Continua e le Regioni e Pubbliche Amministrazioni anche attraverso organismi ad hoc. Hanno responsabilità di verifica sui requisiti e le attività svolte con sopralluoghi annuali del 10% dei provider accreditati.

Da anni presente e attiva sul campo, Minerva Sapiens riserva la possibilità di seguire alcuni corsi ECM per i professionisti che vogliano tenersi aggiornarti e acquisire crediti formativi. Si può visitare il catalogo dei corsi ECM all’indirizzo:

http://www.minervasapiens.it/site/category/formazione/formazione-continua/formazione-continua-ecm/

Le novità della Cartella Clinica Online

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La cartella clinica online è una delle innovazioni in ambito sanitario che si inseriscono all’interno del più ampio campo della Telemedicina. Si definisce con questo termine l’insieme delle tecniche mediche ed informatiche che permettono di fornire servizi sanitari a distanza. In diversi paesi europei la Telemedicina è praticata ormai da molti anni, tuttavia in Italia la sua diffusione si presenta ancora come non organica. Il Comitato economico e sociale europeo ha definito la Telemedicina una sorta di “rivoluzione culturale”, in quanto la sua evoluzione procede di pari passo con lo sviluppo dei sistemi di informatica applicati alla medicina.

Il campo della Telemedicina offre una quantità importante di strumenti in grado di trovare nuove risposte a problemi tradizionali della medicina e, nello stesso tempo, consente di creare nuove interessanti opportunità del servizio sanitario tramite la collaborazione più immediata tra i vari professionisti sanitari coinvolti e i pazienti. Tra i molti aspetti innovativi che questo campo presenta, sono annoverabili:

  • l’equità dell’accesso alle informazioni sanitarie e la disponibilità di un’assistenza sanitaria anche in zone difficilmente accessibili, come le isole, i piccoli paesi di montagna e le aree rurali mal collegate con i centri urbani;
  • la migliore qualità all’assistenza, attraverso strumenti come il telemonitoraggio dei pazienti, anche ai fini de una de-ospedalizzazione precoce;
  • la maggiore efficienza ed appropriatezza nella diffusione delle informazioni al paziente.

Uno strumento che si sta rivelando assai importante è la cartella clinica online. Si tratta di una cartella digitale che permette agli operatori sanitari autorizzati di inserire, visualizzare ed integrare in tempo reale i dati relativi alla storia clinica del paziente (sintomi, diagnosi, esami, terapie farmacologiche). La cartella consente di ottimizzare tutto il flusso delle informazioni relative al paziente, di fornire assistenza, di registrare i dati in maniera coerente e ordinata, di creare degli spazi comunicativi tra medici e di esplorare dati per studi clinici osservazionali.

Con l’utilizzo della cartella clinica online diventa molto più semplice la gestione dei dati: questo strumento offre infatti la possibilità di inserire esito e note di tutte le terapie farmacologiche pianificate dall’operatore sanitario. La terapia può essere comunicata al paziente anche via sms e lo stesso può ricevere un avvertimento sulla singola somministrazione della terapia. L’agenda permette anche di gestire le prenotazioni e gli appuntamenti in modo efficiente, riducendo così i tempi e i costi di gestione, il rischio di errori e la sovrapproduzione di materiale cartaceo, le cui informazioni si rivelano di difficile reperimento qualora le si ricerchi in un secondo momento. In caso di cambiamenti e variazioni sulle date e gli orari degli appuntamenti, l’agenda consente di procedere all’invio di queste ultime direttamente al paziente, tramite sms o email.

Su questa piattaforma il paziente può interagire con uno o più specialisti senza spostarsi da casa e senza dover affrontare file agli sportelli. È logico che la comunicazione diventa in questo modo molto rapida.  La riduzione dei costi e l’abolizione degli spazi sono due tra gli aspetti più rivoluzionari di questo strumento, in Italia ancora poco diffuso. Il contenimento della spesa è reso possibile attraverso un sensibile aumento dell’efficienza delle attività sanitarie, tra cui:

  • riduzione del lavoro gestionale;
  • ottimizzazione dei tempi di ricovero;
  • razionalizzazione delle visite ospedaliere;
  • ottimizzazione delle terapie e della gestione dei farmaci.

La cartella clinica online è consultabile ovunque e il suo utilizzo è molto semplice ed immediato.

 

ECM: Quanti Crediti Acquisire, Esoneri, Esenzioni e Sconti

Male Nurse

Educazione Continua in Medicina: l’obbligo formativo per le professioni sanitarie

Le professioni mediche sono mestieri delicati che si basano su una interazione costante con il cittadino. E’ bene quindi che tutti i professionisti di questo settore siano sempre aggiornati ed informati riguardo alle nuove tendenze e ai nuovi sviluppi nelle materie di competenza.

A questo proposito nel 2002 si è avviato il Programma Nazionale di ECM (Educazione Continua in Medicina) con il quale si è istituito l’obbligo della formazione continua per i professionisti della sanità.

Vediamo nel dettaglio come funziona l’ECM.

In base al DLgs 502/1992 integrato dal DLgs 229/1999, i professionisti della salute per svolgere con criterio il proprio lavoro devono mantenersi sempre aggiornati per poter rispondere pienamente ai bisogni dei pazienti e alle esigenze del Servizio Sanitario Nazionale.

I destinatari dell’ECM sono tutti i professionisti sanitari che operano in strutture pubbliche e i liberi professionisti che possono così avvalersi di una costante certificazione delle proprie competenze.

Per svilupparsi professionalmente è necessario acquisire ogni triennio 150 crediti formativi attraverso la certificazione di nuove conoscenze che migliorino le abilità cliniche, pratiche e manageriali assicurando sicurezza, efficacia ed efficienza nello svolgimento del proprio lavoro.

I crediti vanno accumulati dall’anno successivo a quello di iscrizione all’albo e nell’accordo Stato regioni del 2012 è riportato quanto segue:

“In considerazione del contesto generale e ritenendo comunque opportuno confermare il debito complessivo dei crediti a 150 per il triennio 2011-2013 (50 crediti annui, minimo 25 massimo 75) si prevede la possibilità per tutti i professionisti sanitari di riportare dal triennio precedente (2008-2010) fino a 45 crediti.”

I crediti formativi possono essere acquisiti per ogni area specialistica medica attraverso corsi di aggiornamento in aula o in modalità FAD. Con la formazione a distanza la possibilità di ampliare la propria area professionale è garantita a tutti, ci si può infatti formare da casa o da lavoro tramite materiale cartaceo o informatico. Al termine del corso sarà poi necessario effettuare un test finale che comprovi il raggiungimento di un certo livello di apprendimento.

Vediamo nel dettaglio quali sono i crediti riconosciuti al di fuori del programma ECM e i crediti che vengono “scontati” in particolari situazioni di impossibilità formativa.

Sono previsti esoneri per:

  • tutti coloro che frequentano in Italia o all’estero corsi di formazione afferenti al proprio ramo professionale.  In questi casi si ha diritto ad un riconoscimento di 4 crediti al mese se il corso di formazione ha durata superiore a 15 giorni per mese;
  •  tutti coloro che esercitano la propria attività in zone colpite da catastrofi naturali limitatamente al periodo definito dalla Commissione Nazionale;
  • tutti coloro che frequentano corsi di formazione manageriali limitatamente al periodo definito dalla Commissione Nazionale;

Sono possibili esenzioni per tutti coloro che necessitano una sospensione dell’attività lavorativa per più di 15 giorni e che per diritto si vedono così riconosciuti 4 crediti formativi al mese.

I possibili motivi dell’interruzione dell’attività professionale possono essere:

  • maternità o congedo parentale;
  • congedo retribuito per assistenza ai figli portatori di handicap;
  • affidamento e adozione;
  • adozione internazionale con aspettativa non retribuita per la durata delle pratiche;
  • aspettativa dovuta a gravi motivi familiari;
  • assenza per malattia temporanea;
  • permesso retribuito dovuto a gravi condizioni di salute;
  • chiamata alle armi;
  • servizio di volontariato alla Croce Rossa Italiana;
  • aspettativa per incarico direttore sanitario aziendale e direttore generale;
  • aspettativa per cariche pubbliche elettive;
  • aspettativa per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo e distacchi per motivi sindacali così come disciplinato dai CCNL delle categorie di appartenenza.

I periodi di esonero e di esenzione sono cumulabili ma non sovrapponibili nell’ambito del triennio, ad eccezione degli esoneri definiti dalla Commissione Nazionale per le catastrofi naturali.

Anche per coloro che svolgono attività di tutoraggio all’interno di tirocini formativi pre e post laurea  sono riconosciuti 4 crediti per ogni mese di tutoraggio oltre a riconoscimenti extra di crediti per eventuali pubblicazioni scientifiche e ricerche fino al 60% del  monte crediti triennale.

Per tutti coloro che frequentano o che hanno frequentato corsi di formazione all’estero dopo il 1 gennaio 2008, è convalidato  fino a 50% del monte crediti triennale per un massimo di 25 crediti annui.

E’ possibile il riconoscimento di un massimo di 15 crediti formativi, ovvero il 10% del monte formativo previsto nel triennio, nei casi di autoapprendimento derivante da attività di lettura e studio autonomo di libri scientifici distribuiti da fornitori accreditati ECM. In questi casi non si ha la necessità di dover svolgere alcun test per la valutazione e l’attribuzione di crediti.

Tutte le esenzioni e gli esoneri sono possibili a seguito della presentazione di una apposita documentazione che certifichi la veridicità delle motivazioni (attestati di frequenza per corsi e tutoraggio da parte degli enti di riferimento, certificati di laurea, giustificativi dei periodi di assenza dal lavoro e sospensione dell’attività ecc.), pena  la non applicabilità del riconoscimento.

Sarà l’Ordine, il Collegio e L’associazione Professionale di riferimento che valuterà i titoli  e registrerà il tutto nella banca dati Co.Ge.A.P.S.

Per tutti coloro che svolgono professioni sanitarie non regolamentate o che non sono iscritti alle Associazioni di categoria sarà necessario inoltrare la documentazione alla Commissione Nazionale per la formazione continua tramite il portale Co.Ge.A.P.S.

L’aggiornamento costante non è, come abbiamo visto, un scelta facoltativa ma un obbligo deontologico per poter essere un buon professionista della sanità  e poter offrire una assistenza qualitativamente utile ai proprio pazienti.

Se necessiti di crediti ECM, Minerva Sapiens ti offre diversi corsi sia in aula che in modalità FAD.

Piaghe da decubito: come prevenirle con accorgimenti mirati.

Portrait of young female scientist writing on clipboard with colleagues in background at laboratory

A seguito di interventi importanti oppure per problemi persistenti di mobilità si possono formare delle lesioni, ovvero delle ulcerazioni superficiali della pelle o, nei casi più gravi, ferite molto profonde.

Ma perché si creano tali lesioni? Una posizione prolungata e una costante immobilizzazione portano ad un aumento della pressione tra corpo e superficie del letto che va a ridurre la circolazione del sangue e il conseguente afflusso di ossigeno e di sostanze nutritive ai tessuti. Questo causa la piaga da decubito, ovvero l’ulcerazione del tessuto interessato.

E’ importante quindi prestare particolare attenzione alle persone che, per cause disparate, sono costrette a letto o sulla sedia a rotelle per tempi prolungati.

In particolare alcune patologie, come quelle in cui si riduce la percezione sensoriale (diabete, malattie cardiache ecc.), portano a sottostimare o addirittura annullare la percezione del dolore. I pazienti in questi casi pur essendo vigili, non percepiscono fastidi e riescono a mantenere la stessa posizione per un tempo prolungato con il rischio di causare danni ai tessuti.

Le piaghe da decubito causano forte dolore e a volte sono molto difficili da curare. Il primo stadio delle lesioni inizia con un arrossamento dell’epidermide senza che si intacchino i tessuti fino ad arrivare, in casi gravi, a lesioni che formano dei veri e propri fori nella pelle che danneggiano muscoli, ossa e tendini. E’ bene quindi porre particolare attenzione alla fase di prevenzione per evitare che si incorra in fastidiose ulcerazioni.

Ma come evitare le lesioni se si assiste una persona allettata o costretta su sedia a rotelle?

Ecco alcuni consigli per prevenire le piaghe da decubito:

  • controlli periodici: controllare almeno una volta al giorno lo stato della pelle della persona interessata;
  • attenzione alle parti predisposte: ci sono alcuni parti del nostro corpo povere di tessuto sottocutaneo  e con una vascolarizzazione minore a cui prestare maggiore attenzione come il tallone, l’osso sacro, le ossa del bacino, i gomiti, le scapole ecc. Per chi è in carrozzina  sono maggiormente a rischio la parte bassa della schiena, le gambe e i piedi;
  • frequenti cambi di posizione: cambiare spesso posizione permette l’attivazione della circolazione sanguigna, se il soggetto è in grado di farlo autonomamente è bene che si muova da solo altrimenti sarà nostro compito aiutarlo nello spostamento modificando la posizione all’incirca ogni 2 ore;
  • utilizzo di sostegni: per prevenire il danno da pressione può essere utile utilizzare cuscini o imbottiture che consentono allo stesso tempo di far stare più comodo il soggetto;
  • idratazione e detersione: utilizzare prodotti a PH fisiologico, asciugando la pelle tamponando delicatamente e mai frizionando le parti interessate. I prodotti consigliati sono quelli a base di zinco, acqua e creme emollienti che mantengono l’elasticità e le funzioni protettive delle pelle;
  • igiene intima: lavare accuratamente le parti intime e nel caso di soggetti incontinenti  cambiare spesso i pannoloni assorbenti per evitare che il ristagno di liquidi e la frizione favoriscano le lesioni;
  • movimento fisico: cercare di stimolare il soggetto a muoversi autonomamente, se impossibilitato aiutarlo o ricorrere all’uso di un fisioterapista in modo da tenere attiva la circolazione sanguigna;
  • alimentazione: cercare di stimolare l’appetito del soggetto in modo da favorire un adeguato stato nutrizionale, qualora il soggetto risultasse inappetente sono consigliati yogurt, omogeneizzati e minestre che forniscono proteine e calorie e possono essere deglutiti con facilità. Sono suggeriti pasti leggeri, più volte al giorno e in determinati casi si consiglia di rivolgersi ad un dietologo per un parere mirato. Inoltre è bene far bere al soggetto molta acqua per mantenere la pelle idratata.

Cosa non fare in presenza di lesioni da decubito:

  • NON usare antisettici (acqua ossigenata, tintura di iodio ecc.) sulle ferite poiché ritardano il processo di guarigione;
  • NON massaggiare le parti interessate poiché la pressione esercitata può peggiorare le piaghe da decubito;
  • NON far poggiare la persona sulle ossa femorali ma se posta di lato inclinarla di 30° circa con l’aiuto di sostegni in modo da lasciare caviglie e ginocchia sollevate;
  • NON sollevare eccessivamente la testa poiché in questo modo si facilita lo scivolamento del corpo sul letto con rischio di abrasioni e ferite.

Questi sono solo alcuni consigli utili per chi deve assistere una persona costretta a stare molto tempo ferma, è bene però rivolgersi sempre ad un operatore sanitario in modo da ricevere tutte le informazioni e le accortezze del caso per una prevenzione ottimale.

Come superare le barriere del linguaggio. Gli strumenti della Comunicazione Aumentativa Alternativa.

 

La comunicazione è un processo che include modalità verbali, non verbali e paraverbali di espressione che permettono di relazionarsi con un’altra persona secondo regole sociali condivise. Per i soggetti con limitate capacità comunicative questo spettro di possibilità espressive risulta ridotto riducendo le possibilità di interazione sociale. Molte sono le patologie che possono provocare difficoltà nell’uso del linguaggio e tra queste abbiamo sindromi genetiche, traumi, sclerosi, paralisi cerebrali e la sindrome autistica, dove si ha una diminuzione qualitativa nelle aree della comunicazione, dell’interazione sociale e del comportamento.

La Comunicazione Alternativa Aumentativa (CAA) si adopera con l’ausilio di diverse tecniche e strumentazioni, nel favorire la socializzazione dei soggetti con problemi di linguaggio.

La CAA nasce nel Nord America negli anni ’80 grazie all’International Society for Argumentative and Alternative Communication, con lo scopo di promuovere il diritto alla comunicazione per tutte quelle persone con difficoltà linguistiche. Questo tipo di comunicazione è volta a ridurre e a compensare le difficoltà comunicative sia sul versante ricettivo che su quello espressivo attraverso il potenziamento delle abilità pregresse, della gestualità, dell’espressività mimico facciale e l’ausilio di modalità alternative di interazione.

Questa comunicazione è “alternativa” poiché si avvale di immagini, simboli e tecnologie per sostituire il sistema alfabetico ed è aumentativa in quanto amplia e non sostituisce le possibilità di interazione.

Vediamo gli strumenti principali di cui si avvale la CAA.

Tabelle di comunicazione: sono tabelle con immagini, foto e simboli dalle quali il soggetto può effettuare una selezione in base a ciò che vuol comunicare. Queste tabelle vengono create su misura in base al vocabolario utile al soggetto e ai suoi contesti di utilizzo; in questo modo gli stimoli visivi diminuiscono la confusione , palesando con immagini i contenuti di una conversazione. A questo proposito il volume “Picture Communication Symbol “, Majer-Johnson , fornisce 4800 immagini chiare e semplici che possono essere combinate ad altre immagini e fotografie per la costruzione di sistemi comunicativi personalizzati.

Sistemi VOCAs: sono delle tastiere con diversi pulsanti collegati ad immagini, simboli o parole che una volta pigiati emettono un messaggio vocale che viene udito dall’interlocutore. In questo modo il soggetto con difficoltà di linguaggio riesce a comunicare le sue intenzioni anche in assenza di vocalizzazione diretta.

Software di comunicazione: sono programmi informatici che permetto di riprodurre a schermo le tabelle di comunicazione associandole ad un’uscita voce. Si ha così il vantaggio di una capacità maggiore di simboli ed immagini utili per la comunicazione e la possibilità di ampliare in ogni momento il vocabolario di riferimento del soggetto.

Grazie a questi strumenti di comunicazione aumentativa anche il soggetto disabile può esprimersi attraverso una serie di segni intellegibili per l’interlocutore e può inserirsi fruttuosamente in contesti socio educativi nuovi.

Il percorso di potenziamento può essere lungo e tortuoso, per massimizzare i risultati è bene quindi creare ad hoc una progettazione basata sull’età, sul contesto socioculturale, sulle competenze e sulle esigenze del singolo prefissandosi obiettivi misurabili e concreti. Di fondamentale importanza è il coinvolgimento dell’ambiente familiare per andare oltre il contesto ambulatoriale di assistenza e sviluppare il linguaggio in tutti i campi dell’agire quotidiano.