Oggi è possibile controllare un arto bionico

Oggi è possibile controllare un arto bionico

La quarantenne siciliana Clara Puleo ha subito un grave incidente da bambina che le ha provocato la perdita della mano sinistra. Oggi, grazie alla ricerca promossa dall’INAIL e dal Campus Bio-Medico di Roma e all’impegno di molti ricercatori provenienti da diverse università, è stato possibile impiantarle una mano mioelettrica installata da elettrodi neuronali.

Ried-Motoria

Il 21 Febbraio 2019 è stato presentato a Roma il progetto sperimentale “Sensibilia” con l’obiettivo di restituire a pazienti che hanno perso l’uso di una mano o una gamba sensazioni tattili e propriocettive grazie all’impianto di arti bionici con un’alta specializzazione nei movimenti. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Robotics e presentati nella sede dell’Accademia dei Lincei da tutti i rappresentanti impegnati in questo progetto: Inail, Campus Bio-Medico di Roma, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e la Fondazione Gemelli Irccs.

In questo periodo le scienze robotiche e bioniche stanno subendo un notevole incremento anche grazie all’approccio trans-disciplinare dei dispositivi e delle competenze realizzato da un’equipe di bioingegneri, neurofisiologi, chirurghi, fisiatri, neuropsicologi, filosofi della scienza e bioetici. Parte attiva di questo progetto di sperimentazione sono i pazienti, che partecipano a tutte le fasi di progettazione e realizzazione. La storia di Clara Puleo è la dimostrazione del progresso scientifico e della fiducia nelle proprie capacità. Dopo essersi sottoposta a un intervento chirurgico per l’inserimento nel braccio amputato di elettrodi intraneurali e perineurali, in grado di trasmettere al cervello le sensazioni tattili e di movimento dell’arto bionico, ha seguito un percorso di addestramento di 11 settimane dove ha imparato nuovamente a familiarizzare con l’arto perduto e a stimolare aree corticali che erano rimaste inattive dal giorno dell’incidente.

La mano artificiale di Clara non è solamente un accorgimento estetico, ma un arto funzionale che viene controllato dal cervello e che ha reso la sua vita qualitativamente migliore. Recuperare l’uso della mano, la sensibilità delle dita e il senso del tatto oggi è possibile grazie a questa protesi e al lavoro di molti professionisti che hanno investito in questo progetto.

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