Quali saranno le professioni del futuro?

Quali saranno le professioni del futuro?

Secondo uno studio del World Economic Forum il 65% degli studenti attuali faranno un lavoro che oggi non esiste, ma non lasciatevi spaventare da questo dato perché la tecnologia, usata nel verso giusto, può portare molti vantaggi. Alcuni lavori amministrativi o manuali scompariranno del tutto. Quindi su cosa puntare per scegliere la vostra professione del futuro? Quali saranno i nuovi trend del 2019

I 3 grandi settori che traineranno l’economia italiana da qui a cinque anni saranno:

  • RIVOLUZIONE DIGITALE (Big Data, IoT, AI) 267 mila posti di lavoro;
  • ECOSOSTENIBILITA‘ (green economy, blue economy) 481 mila posti di lavoro;
  • CULTURA, FORMAZIONE E PATRIMONIO ARTISTICO (turismo, industria culturale, education & training) 455 mila posti di lavoro.

Il processo in atto che sta modificando il mondo del lavoro è detto Digital Transformation e, secondo dati Anpal, riguarderà circa 267 mila nuovi occupati in azienda, nelle fabbriche e negli uffici. Le professioni figlie della rivoluzione digitale faranno crescere risorse nel campo ICT (Information & Communication Technology) e con competenze digitali di tipo matematico-informatico. Anche settori e lavori più tradizionali subiranno delle innovazioni nel campo del commercio, dell’industria musicale e delle risorse umane. Ad esempio l’e-commerce è un modo per acquistare beni e servizi attraverso smartphone, Ipad e pc, lo streaming permette di scaricare musica e film sui propri dispositivi elettronici, il settore dei videogames è in costante espansione grazie alle tecniche di realtà aumentata, i modi veloci e interattivi della comunicazione via social network.

Tutto ciò non andrà in contraddizione con il rispetto per l’ambiente, ma anzi fornirà un incentivo a trovare soluzioni più appropriate in merito al risparmio di energia e al riciclaggio dei rifiuti in chiave “green”. Infine anche la “blue economy” contribuirà a dare alle giovani generazioni un nuovo sbocco professionale in campo di energia blu, acquacoltura, turismo marittimo, biotecnologie marine. L’industria cosiddetta 4.0 servirà a rendere l’impatto ambientale sempre meno gravoso grazie al riutilizzo di materiali in tutte le fasi di produzione del ciclo produttivo definendo il settore dell’economia circolare. In Italia non mancherà il settore del turismo applicato alla tecnologia attraverso performing arts come spettacoli e mostre multimediali, industrie culturali come radio, tv, cinema e giornali e nuovi esperimenti nei settori della comunicazione, dell’architettura e del design.

risorse umane-01

Che lavoro farai?

I candidati dovranno essere sempre più flessibili, veloci e pronti a sperimentare, avere competenze sempre più settoriali e specifiche che gli permetteranno di inserirsi in diversi contesti aziendali. Ecco la top ten dei lavori più ricercati dalle aziende nei prossimi anni:

  • Data scientist;
  • Big data analyst;
  • Cloud computer expert;
  • Cyber security and blockchain expert;
  • Business intelligence analyst;
  • Social media manager;
  • AI e machine learning system engineer;
  • App developer;
  • SEO specialist;
  • UX/UI designer.

Le tecnologie innovative permettono alle persone di trasformare processi, migliorare prodotti e servizi e valorizzare la qualità del lavoro. Senza le competenze necessarie si rischia di perdere competitività come singola persona, come organizzazione ma anche come Paese perché il cambio tecnologico è anche un cambio culturale molto profondo. In Italia (terzultima in Europa) il 30% dei cittadini non possiede competenze digitali, nelle scuole c’è un solo computer ogni 8 alunni e solo l’8,3% delle persone dai 25 ai 64 anni è coinvolto in programmi di formazione. Ci saranno 133 milioni di nuovi posti di lavoro contro i 75 milioni che, invece, andranno persi, ma il saldo positivo sarà garantito solo dalla giusta formazione e dall’aggiornamento delle competenze in ambito digitale. L’automazione avrà un impatto su circa il 60% delle aziende italiane e i futuri ambienti di lavoro saranno caratterizzati da rapidità e presenza costante della tecnologia. Tra le soft skills che non possono mancare per essere competitivi sul mercato del lavoro, ci saranno il personal branding, l’intelligenza emotiva, comportamenti proattivi, immaginazione e creatività: tutte competenze trasversali utili ad affrontare con successo il mondo del lavoro.

Scopri il nostro corso di Alta Formazione riconosciuto dalla Regione Lazio per Tecnico nella gestione e sviluppo Risorse Umane per diventare esperto nella programmazione del personale, prefigurare percorsi di sviluppo professionale ed organizzativo e gestire le risorse umane coerenti con gli obiettivi strategici dell’azienda e le esigenze del mercato. Clicca qui: https://www.minervasapiens.it/site/tecnico-nella-gestione-e-sviluppo-delle-risorse-umane/

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...