Quando la ragione non è del più forte: il bullismo a scuola

Quando la ragione non è del più forte: il bullismo a scuola

Per la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo abbiamo deciso di approfondire questo fenomeno oggi in crescita soprattutto tra i banchi di scuola. 

Secondo uno studio Istat del 2014 in Italia la metà dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni sopratutto di sesso femminile ha subito atti di bullismo. Nel 19,8% dei casi gli atti di violenza si sono verificati più volte in un mese, mentre il 9,1% ha avuto cadenza settimanale. La notizia è allarmante perché questo fenomeno è in crescita anche nei confronti di persone adulte come insegnanti e personale scolastico. 

Il bullismo è un comportamento aggressivo fisico e/o verbale contro una persona più debole che non può difendersi. Il ruolo del bullo è quello di esercitare una pressione psicologica tale da far sentire la vittima come inadeguata, inferiore e a disagio in un contesto sociale. Un episodio di bullismo si caratterizza per tre aspetti: l’intenzionalità del comportamento aggressivo, la ripetitività delle azioni intimidatorie o persecutorie e l’asimmetria di potere tra bullo e vittima. I suoi comportamenti violenti si caratterizzano per:

  • insulti, offese, parolacce;
  • derisione per aspetto fisico o modo di parlare;
  • diffamazione;
  • esclusione su base etnica, di pensiero, di lingua;
  • aggressioni fisiche.

Il bullo, screditando la vittima, assume su di sé un forte potere carismatico per impressionare gli altri, mentre la vittima soffre delle carenze di autostima, socio-affettive e di auto-efficacia sulla propria identità. Per prevenire il bullismo è importante mettere in campo delle campagne di sensibilizzazione sia per gli alunni che per i genitori. Alcune scuole hanno già adottato una politica anti-bullismo per contrastare questo fenomeno favorendo comportamenti prosociali e collaborativi.

 

Cyberbullismo

Oggi nell’era del web 2.0 ha preso piede una nuova forma di bullismo che si sviluppa online e si serve dei nuovi media detta cyberbullismo o “bullismo elettronico”, che si esprime attraverso atti di molestia e prevaricazione che si diffondono con email, chat, blog, cellulari o siti web. Questo ha delle peculiarità che lo contraddistinguono dal bullismo e lo rendono più difficile da smascherare come l’anonimato del bullo, l’indebolimento delle remore morali proprio in virtù del fatto che non si conosce il vero nome e l’assenza di limiti spaziotemporali.

  • viralità: non è possibile controllare la diffusione dei contenuti online;
  • anonimato: chi offende può nascondersi dietro falsi nomi;
  • assenza limiti spazio-temporali: può avvenire ovunque e a qualsiasi ora.

Il Parlamento italiano ha introdotto la legge 29 maggio 2017 n.71 sulle Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo per difendere le vittime del bullismo e aiutarle a denunciare i propri oppressori.

aec-01

Visita il nostro sito www.minervasapiens.it per scoprire il programma del corso per Assistente Educativo Culturale (AEC)  sia in modalità e-learning che in presenza.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...