Slitta la riforma del sostegno: di cosa si parla?

scuola e riforma del sostegno

Il Sottosegretario all’Istruzione del M5S Salvatore Giuliano in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre scorso ha annunciato con un video su Facebook il rinvio a settembre 2019 del decreto legislativo n. 66/2017  (Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità) attuativo della legge n. 107/2015 conosciuta come “Buona Scuola“. Il decreto inerente il tema della disabilità a scuola, che sarebbe dovuto entrare in vigore dal 1°gennaio 2019, è stato bloccato per migliorare e correggere alcuni errori e dare maggiore peso al parere della scuola e delle famiglie, al contesto ambientale e alla situazione personale degli alunni.

Le proposte avanzate, per quanto ne sappiamo al momento, riguardano due aspetti:

  1. la modifica del ruolo del GIT (Gruppo per l’inclusione territoriale);
  2. la continuità didattica per i docenti di sostegno per tutta la durata del ciclo scolastico.

Il precedente governo Fedeli affidava al GIT il compito di richiedere il numero di ore di sostegno da assegnare a ciascuna istituzione scolastica per gli allievi disabili, mentre con l’attuale bozza di decreto presentata da Giuliano queste valutazioni saranno svolte da persone più vicine al disabile come la famiglia, i docenti, l’équipe medica che segue e l’ente locale. Nel predisporre il PEI (Piano educativo individualizzato) i docenti potranno contare su un modello di partenza strutturato in modo da tener conto di cosa accade intorno all’alunno, nella scuola e nel territorio con l’obbligo di indicare il monte ore di sostegno e di assistenza all’educazione e alla comunicazione. Tuttavia, al GIT spetterà il compito di supportare le scuole e i docenti dall’esterno per analizzare il contesto e gli strumenti d’azione più idonei.

“Sono davvero orgoglioso che, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, siamo riusciti a promuovere un vero e proprio cambio di passo nel campo dell’inclusione scolastica. Abbiamo lavorato, tutti insieme, per modificare i concetti di fondo con cui guardiamo agli alunni con disabilità, abbiamo voluto, concretamente, promuovere la crescita della cultura inclusiva della scuola.”

(Salvatore Giuliano)

Per quanto riguarda la continuità didattica, invece, questa servirà non solo a favorire l’alunno nel suo ciclo scolastico ma anche a stabilizzare molti docenti precari che ogni anno sono chiamati a svolgere quel ruolo vacante. Il Ministro Bussetti ha dichiarato che l’insegnante di sostegno è assegnato alla classe e non solo al singolo studente, motivo di crescita personale del ragazzo disabile e di inclusione nel contesto socio-culturale. Sarà compito dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica composto dai membri della FAND e della FISH quello di analizzare e valutare gli impatti del decreto.

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