L’educazione come arma più potente. Parola di Malala Yousafzai

L’educazione come arma più potente. Parola di Malala Yousafzai

Il 20 novembre 2018 si è celebrata in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dei bambini istituita nel 1989, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione ONU sui diritti dei bambini.

Nel 2014 una ragazza pakistana di soli 17 anni ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace per aver difeso tenacemente i diritti civili dei bambini e, in particolare, il diritto all’istruzione delle ragazze nei paesi musulmani.

Dopo l’attentato subito da un gruppo di talebani il 9 ottobre 2012 mentre tornava da scuola, Malala Yousafzai è diventata un’eroina del diritto all’istruzione e della valorizzazione delle potenzialità del genere femminile, che nel suo paese restano inespresse a causa delle restrizioni sia fisiche che culturali che le donne subiscono per legge. Attraverso la sua lotta pacifica a colpi di libri, penne e insegnanti questa ragazza è diventata un esempio per milioni di donne che in ogni parte del mondo sperano di poter realizzare i loro sogni grazie allo studio e all’istruzione. Coraggio, forza e potere della conoscenza sono le parole che caratterizzano il suo percorso di vita e di studio fin dall’età di 11 anni quando la BBC pubblicò il suo blog.

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Malala è una ragazza che porta avanti la non-violenza e il rispetto dei diritti delle donne nella società ispirandosi a personaggi storici come Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta e Gandhi e che, attraverso il suo atto di coraggio, ha fatto del diritto all’istruzione il suo cavallo di battaglia.

«Oggi tutti noi sappiamo che l’istruzione è uno dei nostri diritti inviolabili. E non solo in Occidente. Nel Corano è scritto che Dio vuole che noi abbiamo la conoscenza, vuole che sappiamo perché il cielo è blu e che impariamo a conoscere gli oceani e le stelle. So che si tratta di una battaglia molto dura: nel mondo ci sono ancora 57 milioni di bambini che non frequentano la scuola primaria, e di questi 32 milioni sono femmine. Ed è molto triste ricordare che proprio il mio paese, il Pakistan, è uno dei peggiori. Abbiamo quasi 50 milioni di adulti analfabeti, due terzi dei quali sono donne come mia madre. Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo». 

Oggi la sua fondazione Malala Fund si occupa di raccogliere fondi per costruire scuole e migliorare la qualità dell’istruzione di tutte le ragazze in Afghanistan, Brasile, India, Nigeria, Pakistan e Siria. Le sue armi contro la violenza, il terrorismo e l’ignoranza sono la scuola e l’istruzione che contribuiscono al raggiungimento della pace e della giustizia sociale.

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