Crediti ECM: controlli e sanzioni per chi non rispetta i termini di aggiornamento

L’Educazione Continua in Medicina oltre a garantire l’acquisizione delle competenze da parte dei professionisti del settore sanitario, rappresenta anche uno strumento di monitoraggio da parte di enti che operano nel settore sanitario.

Medical physician doctor man and group of business people.

L’avvio del Programma Nazionale di ECM risale al 2002, anno in cui l’acquisizione di un numero totale di crediti formativi divenne obbligatorio per gli specialisti del settore sanitario. Alla base del sistema dei crediti c’è proprio l’obbligo deontologico dei medici di mettere in pratica le nuove conoscenze per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Nel 2008, con l’entrata in vigore della Finanziaria, la gestione amministrativa del sistema ECM  è passata nelle mani dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). A supervisionare la situazione di aggiornamento dei singoli specialisti sono gli Ordini Professionali che quindi si trovano ad esercitare una vera e propria funzione di responsabilità e garanzia di qualità.

Formalmente, i destinatari della formazione continua sono tutti i professionisti sanitari che operano direttamente nell’ambito della tutela della salute individuale e collettiva. Anche i liberi professionisti possono usufruire del sistema per attestare alcune fondamentali capacità e tenersi costantemente aggiornati. L’obbligo formativo viene conteggiato in trienni, a partire dal primo gennaio successivo a quello di iscrizione all’Albo. Ogni triennio c’è l’obbligo di conseguimento di 150 crediti formativi. Convegni, congressi, FAD con o senza tutor, attività di ricerca, docenza, sono alcuni dei modi cui si possono acquisire crediti e i corsi sono erogati da enti accreditati per la certificazione. Anche se esistono casi di esonero o di esenzioni, ogni medico e odontoiatra iscritto all’Albo è tenuto ad essere in regola con i crediti ECM, indipendentemente dal settore di attività.
Se fino a qualche anno fa non era previsto alcun genere di sanzione per chi non fosse in regola con i crediti, ultimamente le cose stanno cambiando. Già nel 2014, con l’approvazione del nuovo Codice deontologico (18 Maggio 2014) all’art. 19 (Aggiornamento e formazione professionale) si legge: “Il medico nel corso della sua vita professionale persegue l’aggiornamento costante e la formazione continua per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze professionali tecniche e non tecniche favorendone la diffusione ai discenti ed ai collaboratori. Il medico assolve gli obblighi formativi. L’Ordine certifica agli iscritti ai propri Albi i crediti acquisiti nei percorsi formativi e ne valuta le eventuali inadempienze“. L’anno successivo sono stati depennati dall’Albo 6500 medici perché non in regola con i crediti. Su sollecitazione del Governo, ad agosto 2016 sono partite le verifiche da parte degli Ordini Professionali sulle autocertificazioni di crediti ECM conseguite da parte dei medici. Come ulteriore controllo è molto probabile che  in un prossimo futuro i medici dovranno esporre in ambulatorio/studio la certificazione annuale dei crediti ECM.

Attualmente, sembrerebbe che ancora tanti medici non abbiano completato il percorso Ecm, almeno il 50%, secondo il presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani. Secondo quanto affermato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “La formazione ECM è un elemento di valore per i medici italiani perché permette una formazione costante che è il segreto del successo del Sistema sanitario nazionale“. Questo è anche ciò che pensa la maggior parte dei medici che ha preso parte ad un’intervista condotta da Il Sole 24 Ore. Da questo sondaggio è emerso che  l’82% degli intervistati considera importante la formazione professionale, ma ritiene che siano troppe le difficoltà da superare per conseguire i 50 crediti annuali obbligatori. Poche sarebbero le occasioni di apprendimento messe a disposizione da ospedali e da sindacati. La maggior parte dei professionisti trova molto più agevole la FAD e l’apprendimento multimediale. La FAD si rivela dunque come uno strumento snello e molto interessante per tutti quei professionisti che non hanno tempo di spostarsi per seguire corsi fuori casa.

 

 

 

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