Concorso scuola: il 55,2% degli insegnanti non è stato ammesso alla prova orale

Middle age teacher standing in front of blackboard at classroom.

Polemiche accese sugli esiti della prima fase del concorso della scuola che ha visto coinvolti 173.245 candidati in tutta la penisola.

La selezione del concorso per l’assunzione di docenti di ruolo della scuola pubblica si è rivelata molto dura. Secondo i dati definitivi che emergono dagli Uffici scolastici regionali la metà dei professori non avrebbe passato il concorso, il cui esito sarebbe quindi disastroso. Erano 175.245 i candidati che si sono presentati alle prove scritte e tutti con l’abilitazione all’insegnamento. Di questi solo 32.036 sono stati ammessi alle prove orali: il 55,2% non è stato ritenuto all’altezza.

Le regioni del nord si sono rivelate tendenzialmente più selettive di quelle del sud, ma in linea generale l’alto tasso di bocciati si è verificato indistintamente in tutta la penisola. Dalla Lombardia alla Calabria, dal Trentino alla Sicilia, ovunque e su ogni materia: promossi in lingue straniere il 30% dei concorrenti. Va un po’ meglio, se così si può dire, quando si tratta delle classiche lettere e filosofia e affini, ma anche qui il 30-40 per cento non ce la fa. Nelle discipline scientifiche passa l’esame non più del 20-30 per cento degli insegnanti candidati.

Il risultato di questo quadro è che un posto su tre rimarrà vuoto e che c’è il rischio di cominciare l’anno scolastico con 23 mila cattedre vuote. Di fronte ad una situazione come questa c’è da chiedersi se si trattasse di prove troppo selettive o se i concorrenti fossero troppo impreparati. Probabilmente tutte e due le ipotesi insieme. Secondo Bellomo, sindacalista Flc Cgil: “I tempi stretti tra la pubblicazione del bando di concorso e le prove scritte hanno giocato contro la preparazione dei candidati. Molti precari abilitati erano impegnati nelle scuole con le supplenze e non hanno, forse, avuto i giorni necessari per la preparazione. Altri aspiranti si sono iscritti al concorso e poi non si sono presentati alle prove. I concorsi di reclutamento nella scuola saranno riproposti fra un paio di anni“.

Se da parte degli insegnanti si sarebbero già manifestate critiche nei confronti delle commissioni, troppo dure o addirittura disorganizzate, alcuni commissari hanno lamentato la mancanza di qualità di candidati e alcune risposte da parte di questi ultimi in sede d’esame sono già diventate leggenda. La fine della Prima guerra mondiale? «Con la bomba di Hiroshima», ha dichiarato una candidata. Che cosa fare quando un ragazzo con assistenza sul sostegno dà segni di difficoltà? «Farlo uscire dalla classe perché gli altri devono poter andare avanti», avrebbe detto un altro. E ancora, gravi errori ortografici, utilizzo di abbreviazioni legate esclusivamente al tono colloquiale degli sms, ma non riconosciute dalla linguistica ed errori madornali nei test a risposta chiusa.

Secondo alcuni sindacati il problema sarebbe attribuibile all’atteggiamento dello Stato, a cui farebbe comodo mantenere gli insegnanti precari per non concedere i fondamentali diritti che da anni questa categoria attende. Non bisogna dimenticare, inoltre, che ai docenti era richiesta obbligatoriamente l’abilitazione, procedimento di selezione molto rigido a cui già si erano sottoposti.

In ogni caso, al di là delle polemiche, qualora i numero dovessero restare tali anche nella prova successiva, il sistema sarebbe seriamente compromesso. La legge di riforma prevede un concorso per abilitati con le prime immissioni in ruolo da effettuare entro il primo settembre. Il termine è stato prorogato al 15 del mese, ma come spiegato da diversi esponenti sindacali il rischio è che a scuole aperte mancheranno i docenti in aula, visti anche i diversi contenziosi aperti con il Ministero. In molte classi di concorso, in molte regioni, ci sono meno docenti rispetto ai posti disponibili. In Calabria 346 cattedre per i 95 ammessi all’orale in Lettere andranno riempite, come nella maggior parte dei casi accade, con le supplenze. In Puglia 126 posti a concorso in Lingue, solo 68 i candidati passati. In Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia i posti vacanti non saranno coperti. In Emilia sarà vuoto il 14 per cento delle cattedre, in Liguria il 10. Oltre al problema delle cattedre vacanti, è probabile che il sistema verrà compromesso anche per un massiccio arrivo di ricorsi che potrebbero ritardare il completamento delle squadre di docenti impegnati in tutto il territorio.

EIPASS_CONCORSI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...