Giorno: 2 settembre 2016

Legge di Stabilità: alcune agevolazioni sulle assunzioni del 2016

Business leader looking at camera in working environment

I nuovi sgravi fiscali per le imprese e che cosa è cambiato rispetto al 2015.

La Legge di Stabilità del 2016 varata dal governo Renzi prevede misure a favore dell’occupazione differenti rispetto a quelle messe in atto precedentemente dallo stesso governo. In particolare: il bonus di 80 euro in busta paga cambia veste e si viene trasformato in sgravio fiscale, vengono dimezzati gli sgravi distributivi legati alle assunzioni a tempo indeterminato e viene ripristinata e ampliata la detassazione dei premi produttività. Già con il Jobs Act si era voluta favorire la creazione di lavoro stabile mediante l’introduzione di agevolazioni contributive per le assunzioni a tempo indeterminato. La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un’agevolazione contributiva di durata biennale, che riprende l’obiettivo di quello già previsto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge n.190/2014) ma si articola in maniera diversa. Continua quindi il meccanismo degli sgravi fiscali per chi assume, ma in percentuale inferiore rispetto all’anno passato. Nel 2016 le imprese che assumono a tempo indeterminato sono soggette ad uno sconto contributivo pari al 40%, fino ad un massimo di esonero di 3.250 euro. Il bonus di assunzioni funziona come quello già presente nel 2015, ma non riguarda contratti di apprendistato e lavoro domestico, prevedendo tetti e regole particolari per i lavoratori del settore agricolo. Continua a leggere “Legge di Stabilità: alcune agevolazioni sulle assunzioni del 2016”

Concorso scuola: il 55,2% degli insegnanti non è stato ammesso alla prova orale

Middle age teacher standing in front of blackboard at classroom.

Polemiche accese sugli esiti della prima fase del concorso della scuola che ha visto coinvolti 173.245 candidati in tutta la penisola.

La selezione del concorso per l’assunzione di docenti di ruolo della scuola pubblica si è rivelata molto dura. Secondo i dati definitivi che emergono dagli Uffici scolastici regionali la metà dei professori non avrebbe passato il concorso, il cui esito sarebbe quindi disastroso. Erano 175.245 i candidati che si sono presentati alle prove scritte e tutti con l’abilitazione all’insegnamento. Di questi solo 32.036 sono stati ammessi alle prove orali: il 55,2% non è stato ritenuto all’altezza.

Le regioni del nord si sono rivelate tendenzialmente più selettive di quelle del sud, ma in linea generale l’alto tasso di bocciati si è verificato indistintamente in tutta la penisola. Dalla Lombardia alla Calabria, dal Trentino alla Sicilia, ovunque e su ogni materia: promossi in lingue straniere il 30% dei concorrenti. Va un po’ meglio, se così si può dire, quando si tratta delle classiche lettere e filosofia e affini, ma anche qui il 30-40 per cento non ce la fa. Nelle discipline scientifiche passa l’esame non più del 20-30 per cento degli insegnanti candidati.

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