Musicoterapia e Alzheimer. La musica per prevenire e curare la malattia

Group Of Seniors Singing In Choir Together

La musica è generalmente un mezzo utilizzato nelle terapie legate a diversi disturbi. Esiste la musicoterapia per i bambini che hanno disturbi cognitivi e la musicoterapia quale strumento riabilitativo per gli individui che soffrono di disturbi mentali e psichici. Si tratta di una modalità di approccio in grado di agire in molte situazioni, soprattutto grazie alle sue caratteristiche specifiche. La musica viene applicata come uno strumento di comunicazione non verbale per intervenire a livello educativo, riabilitativo e terapeutico. Vista l’importanza che la musicoterapia ha acquisito nel corso degli anni, grazie anche ai risultati conseguiti, sono sorte numerose scuole che si occupano di formare musicoterapisti qualificati.

Nel 2011 l’America Accademy of Neurology ha indicato la musicoterapia come una tecnica efficace per migliorare le attività funzionali e ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer.

L’Alzheimer  una malattia che si manifesta sin dall’inizio come demenza caratterizzata da amnesia progressiva e da altri deficit cognitivi. In una prima fase della malattia gli eventi di perdita della memoria sono circoscritti e ci si dimentica specialmente gli eventi molto prossimi; con il degenerare della malattia, all’individuo comincia a perdere la memoria di lungo termine, dimenticando episodi legati ad un passato remoto.

Nella vita di tutti noi la musica è associata alla memoria. Ci ricordiamo le canzoni e i loro testi, alcuni anche per molti anni ed è questo legame stretto tra memoria e musica che dà senso al compito terapeutico che quest’ultima svolge con i pazienti affetti da Alzheimer.

Ricordare e ricostruire una canzone in tutte le sue parti, ritmo, melodia e testo, è una tecnica musicoterapica ampiamente utilizzata con i malati d’Alzheimer, ed ha lo scopo di mantenere attiva la memoria, di accrescere la produzione linguistica e di tranquillizzare il malato. La tecnica principale da utilizzare è quella di proporre canzoni che il paziente conosce, che gli ricordano il suo passato e che sono collegati ad avvenimenti salienti della propria vita. Questo approccio può aiutare il malato ad elaborare ricordi ed impressioni, stati d’animo ed esperienze.

L’attività di musicoterapia per pazienti con Alzheimer è una attività di gruppo, quindi, come primo obiettivo, si pone quello di creare un momento di socializzazione piacevole, di scambio e valorizzante delle singole individualità per i tutti i partecipanti.

In base alle caratteristiche del gruppo vengono strutturati dei momenti di esercizi-gioco dove la musica (ascoltata o suonata) ha come scopo quello di stimolare le abilità motorie e le abilità cognitive, sempre facendo attenzione a non creare situazioni di possibile frustrazione per i pazienti. Il principio alla base è quello della convibrazione, che stabilisce un contatto empatico tra individui e teso alla costruzione di un momento sonoro-musicale armonico, contrapposto alla disgregazione e al senso di degenerazione che vive la persona con Alzheimer.

L’utilizzo degli strumenti musicali facilita gli anziani che hanno difficoltà ad esprimersi, in quanto rappresenta un sostituto non comunicativo alla comunicazione; la scelta specifica dello strumento deve tener conto delle limitate possibilità di movimento degli arti superiori ed inferiori dei pazienti, perciò spesso vengono utilizzati strumenti dalle superfici ampie, come i tamburi, così facendo i pazienti non si sentono inadeguati partecipano volentieri alle attività. Durante l’esecuzione strumentale ed il lavoro ritmico i malati riattivano e potenziano le capacità motorie, acquistano maggior autocontrollo e precisione nei movimenti e stimolano i processi cognitivi.

Durante le sedute vengono anche organizzate coreografie semplici che consentono un ulteriore momento di socializzazione e di riabilitazione per la sfera psichica e per quella fisica.

L’importanza della musicoterapia applicata all’Alzheimer è supportata da una serie di studi scientifici che hanno valutato attentamente i progressi fatti da alcuni anziani dopo ogni seduta di terapia. In generale, si assiste ad una riduzione dei sintomi più invalidanti della malattia e ad una degenerazione più lenta dei sintomi nei pazienti al primo stadio.

In ambito medico, la musicoterapia sta conquistando sempre più spazio. Fosco Avincola, psicologo clinico della Residenza Sanitaria Assistenziale San Raffaele Trevignano, dove dal gennaio 2012 è in atto il progetto di “Musica insieme” per gli ospiti della struttura, afferma:  “Nonostante il progressivo deterioramento cognitivo causato dalla malattia di Alzheimer e dalla demenza senile il paziente conserva intatte certe abilità e competenze musicali fondamentali (intonazione, sincronia ritmica, senso della tonalità). La musica diventa quindi una via di accesso privilegiata per toccare il cuore di queste persone, perché rassicura, rasserena, risveglia abitudini ed emozioni sopite”.

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