Prevenzione e cura delle lesioni da pressione. Come far fronte ad un frequente problema legato all’immobilità del corpo.

Portrait American nurse on hospital ward

Per lesioni da pressione si intendono ulcerazioni della cute più o meno profonde. Tale fenomeno si riscontra principalmente nelle persone che passano un tempo molto lungo immobilizzate o nei soggetti con problemi di mobilità. L’immobilità determina una riduzione della circolazione del sangue, limitando il passaggio di ossigeno e di sostanze nutritive e porta alla morte dei tessuto con la conseguente formazione delle ferite. La scarsa mobilità, o l’immobilità totale, non sono le uniche cause della formazione delle piaghe da decubito. Infatti, esse possono verificarsi anche in soggetti che hanno problemi di nutrizione, con ridotta percezione sensoriale, con flusso sanguigno inadeguato e in quelli con problemi di incontinenza.

Esistono dei soggetti a rischio che possono andare incontro alle lesioni da decubito. Occorre tenere in stretta osservazione i pazienti che per cause neurologiche, malattie cardiache o diabete, restano per un periodo molto lungo “allettati”. Queste persone hanno una percezione sensoriale ridotta e spesso non si accorgono di provare dolore. È necessario aiutare questi soggetti a cambiare spesso posizione per migliorare la circolazione della cute e del derma. Si è anche notato che il fenomeno delle lesioni da decubito è spesso più frequente nelle persone con problemi di peso: sia nei soggetti troppo magri, sia in quelli obesi. Anche l’urina può essere una delle cause della formazione di piaghe, in quanto contribuisce alla macerazione della pelle.

Il primo segno dello sviluppo di una lesione da pressione è costituito da un’alterazione di colore, consistenza e sensazione tattile della superficie cutanea. Generalmente le ulcere da pressione si sviluppano in corrispondenza delle prominenze ossee per cui occorre concentrare la propria attenzione su queste zone: cranio, scapola, gomito, sacro, coccige, tallone, vertebre, orecchie, spalla, ischio, trocantere, ginocchio, malleolo.

La prevenzione e il trattamento delle piaghe rappresentano un aspetto importante del lavoro di infermieri e assistenti sanitari più in generale. Il caregiver può aiutare molto nel trattamento delle lesioni: si tratta di piccoli accorgimenti, osservazioni, interventi che, se eseguiti in maniera corretta, possono alleviare la condizione di disagio del paziente, aiutare nella cura delle lesioni già presenti e nella prevenzione di quelle potenziali.

La cute dovrebbe essere pulita ed asciugata ad intervalli regolari. La frequenza della pulizia dovrebbe essere fatta secondo le necessità. È bene sempre utilizzare l’acqua tiepida, detergenti delicati con il pH bilanciato e ridurre al minimo la forza e la frizione sulla cute. È necessario sempre cercare di mantenere la pelle ben idratata, anche servendosi di detergenti emollienti e lenitivi. Per aiutare a proteggere le lesioni e per velocizzare la guarigione delle lesioni sono disponibili diversi tipi di medicazioni e bendaggi: la scelta di solito dipende dallo stadio in cui si trova la lesione e dalla sua gravità. Anche seguire un’alimentazione sana ed equilibrata può essere importante: una dieta ricca di sali minerali e vitamine e povera di carboidrati può essere di aiuto per la guarigione delle piaghe. Altri accorgimenti da adottare in caso di presenza di ferite sono: l’utilizzo di ausili, come l’archetto, per evitare il diretto contatto delle lenzuola con le parti del corpo, cuscini, per ridurre le forze pressorie tra le prominenze ossee e le superfici di appoggio, trapezio, sollevatore, o altri ausili per spostamenti; il loro uso riduce lo sfregamento della cute contro le lenzuola. Esistono inoltre i cosiddetti materassi antidecubito, che permettono di alleviare la pressione nelle aree sottoposte al carico conseguente alla postura del paziente e favoriscono un migliore afflusso ematico.

I pazienti che sono in grado di muoversi da soli dovrebbero essere stimolati a cambiare posizione frequentemente ed alternare la postura consueta con altre posture.

Nella maggior parte dei casi, la terapia delle piaghe da decubito è piuttosto impegnativa. Le lesioni aperte faticano a guarire e, poiché la pelle e gli altri tessuti sono già stati danneggiati o distrutti, la guarigione non è mai perfetta. In alcuni casi l’unico rimedio efficace è ricorrere alla chirurgia.

Gli scopi della chirurgia sono: migliorare l’aspetto della lesione, curare l’infezione o prevenirla, diminuire la suppurazione della piaga, diminuire il rischio di sviluppare un tumore.

Attualmente, i medici stanno studiando le terapie con ossigeno iperbarico, l’elettroterapia e l’uso topico di ormoni della crescita umani. Finora l’unica terapia che sembra promettente già nei primi esperimenti è quella che usa gli ormoni della crescita, ma sono necessarie ulteriori ricerche.Corsi_ECM_roma_2

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...