Disabilità: le Start-up che fanno bene all’innovazione

fotolia_107732332Le nuove realtà innovative che facilitano la vita delle persone disabili.Negli ultimi anni, da nord a sud, stiamo assistendo alla nascita di tante nuove realtà, alcune piccole, altre più ampie, che con il loro operato stanno pia­no piano cambiando il modo di intendere la disabilità e la concezione che la società ha riguardo alla vita di una per­sona disabile. In tempi di crisi, anche la disabilità, sia fisica che mentale, diventa sempre più un modo per fare impresa, sia che si tratti di start-up che hanno come fine la creazione di strumenti tecnologici di ausilio alle persone con disabi­lità, sia che si tratti di progetti di imprenditorialità di persone disabili o cooperative sociali finanziate da contributi locali.

Proprio come sono innumere­voli le storie e le esperienze che stanno dietro ad ogni persona, così sono molteplici le realtà che si legano alla nascita di queste start-up. C’è chi, sulla base di esperienze vissute per­sonalmente, dà vita ad un’idea innovativa che si può rivelare utile anche gli altri, metten­dosi a lavorare in proprio o appoggiandosi all’operato delle numerose cooperative sparse sul territorio. Uno dei casi più interessanti è quello di Valter Mahnič, paraplegico dal 2008, che attraverso la sua azienda Tik.am, sta provando a com­mercializzare un ausilio che aiuta gli uomini in carrozzina nell’operazione di cateterismo intermittente, soprattutto nei bagni pubblici. L’oggetto in questione si chiama “Fly”, in inglese “patta dei pantaloni”, che ancora non rappresenta una realtà concreta, ma il cui brevetto è già stato depositato. Spiega Mahnič: “Il dispositivo nasce da una mia esigenza per­sonale. Dopo aver realizzato una pre-serie con un’azienda locale e fatto dei test su alcuni utenti, ora stiamo contattan­do gli enti che si occupano di disabilità in regione per poi cercare di arrivare a produrlo su più larga scala e immetterlo sul mercato”.

Ma c’è anche chi si lancia in una nuova avven­tura imprenditoriale dopo aver ascoltato storie, appreso bisogni, raccolto esigenze tra la gente. È il caso di Lorenzo Di Ciaccio, un imprenditore napoletano che, dopo aver ascoltato in televisione la sto­ria di un giovane sordo rimasto coinvolto in un tamponamento con l’auto e lasciato solo dal responsabile dell’incidente e senza la possibilità di chia­mare i soccorsi, ha deciso di creare una app per persone sorde, dal nome Pedius, che permette ai sordi di telefonare attraverso lo smartphone, ma anche con il tablet. Si digita un testo o si pronuncia un mes­saggio e la app lo trasmette all’interlocutore, traducendo in forma scritta le sue risposte grazie alla sintesi e al ricono­scimento vocale. Tutto questo senza bisogno di intermediari, come succede invece nel classi­co Servizio Ponte per le chia­mate di utenti sordi.

Le tecno­logie assistive si inseriscono a pieno titolo tra le innovazioni che, negli ultimi anni, hanno contribuito a migliorare la vita delle persone disabili, aiutan­dole a sentirsi parte viva della società e del mondo produt­tivo. Esse, infatti, forniscono in molti casi degli strumenti tecnologici in grado di soppe­rire alle difficoltà che spesso le persone disabili incontrano nell’affrontare i piccoli compiti quotidiani. Marco Iannacone, milanese, è il fondatore della start-up Digitally Different, un interessante progetto per aiutare gli studenti con distur­bi specifici dell’apprendimento ad affrontare con serenità il proprio percorso scolastico. Alla base dell’ausilio c’è un tablet con un’interfaccia sem­plice e accattivante, che offre una serie di funzionalità, che il genitore o l’insegnante può rendere disponibili o meno allo studente, agendo così sulla sua capacità di concen­trarsi su specifiche attività. Ci sono strumenti quali un ebook reader, una calcolatrice voca­le, un dizionario in italiano e inglese e un programma per disegnare mappe concettua­li.

Da un’importante start-up di Mirandola, in provincia di Modena, arriva l’idea di un collare refrigerante che previe­ne i danni al cervello dovuti a traumi, ictus e arresti cardiaci. Fondatore della start-up Neu­ron Guard è Enrico Giuliani, medico specializzato in Ane­stesia, con un’esperienza sulle ambulanze della Croce Rossa. Facile da usare e trasportare, il dispositivo si integra con i protocolli internazionali per la prevenzione delle lesioni cerebrali. Il collare è in attesa di vedere accolta la richiesta di brevetto internazionale.

Tante iniziative, tutte made in Italy, nascono con sempre maggior frequenza e spesso sono inco­raggiate dai contributi per il sostegno all’imprenditorialità che le Province mettono a di­sposizione, ripartendo i fondi regionali per l’occupazione. Si spera che queste realtà aumen­tino sempre di più, affiancate da un rapido progresso scienti­fico nel campo della disabilità.tecnico progetti

 

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