GyroGlove: il guanto che frena i sintomi del Parkinson

Gyro-glove-featured

La tecnologia che viene incontro alla vita di tutti i giorni.

Si chiama  ed è un guanto hi-tech ide­ato da uno studente di medicina, Faii Ong, dell’Impe­rial College di Londra, il nuovo rimedio che permetterebbe di alleviare il tremore delle mani nelle persone affette dal morbo di Parkinson. Sono molte le persone affette da questa ma­lattia neurodegenerativa che incide sul controllo dei movi­menti e dell’equilibrio. Queste persone vivono una vita prati­ca molto difficile, basti pensare alle difficoltà basilari in sem­plici attività quali il mangiare, il cambiarsi di abito e l’andare in bagno. Al momento molti passi avanti sono stati fatti per tentare di rendere più semplice la vita delle persone affette da Parkinson: gadget e medicinali di varia natura hanno trovato spazio nella quotidianità dei malati.

Anche se la stampa in 3D è per molti versi considerata ancora pionieristica in ambito medico, il suo impatto nell’healthca­re dimostra come essa possa cambiare di fatto la nostra realtà quotidiana. Quello della cura della persona è sicura­mente uno dei settori in cui la tecnologia di stampa in 3D sta avendo il maggiore impatto e per questo non sorprende il crescente numero di progetti che hanno come obiettivo quel­lo di migliorare il tenore di vita dei pazienti e di ottimizzare il lavoro del personale sanitario. L’idea che sta alla base del GyroGlove è l’utilizzo dei giro­scopi meccanici. Il giroscopio è un dispositivo fisico rotante che, per una legge fisica, tende a mantenere il suo asse di ro­tazione sempre orientato verso una direzione fissa. L’idea del guanto è nata proprio sulla base del funzionamento dei giroscopi. Secondo Ong, infat­ti: “I giroscopi meccanici sono come trottole: cercano sempre di rimanere in piedi attraverso la conservazione del momento angolare. La mia idea era di usare giroscopi per resistere istantaneamente e proporzio­nalmente al movimento della mano di una persona, smor­zando così qualsiasi tremore della mano di chi lo indossa”. Per chi si intende poco di leggi fisiche e di meccanica il mecca­nismo del guanto sembrerebbe piuttosto complicato, in realtà si tratta di un progetto sempli­ce. Un giroscopio è posto sul dorso della mano, all’interno di un case plastico collegato al materiale del guanto. Quando il guanto viene acceso, il giro­scopio entra in funzione: il suo orientamento è modificato da alcuni meccanismi collegati da un piccolo circuito al fine di creare una reazione opposta ai movimenti di chi indossa il guanto, sulla base del fatto che il giroscopio cerca sempre di raddrizzarsi. E pare proprio che questa intuizione abbia colpito nel segno: i pazienti che hanno già avuto la fortuna di provare il guanto hanno af­fermato che indossarlo è come “immergere la mano in uno sciroppo denso, dove il movi­mento è libero ma allo stesso tempo rallentato”.160127120048-gyro-glove-parkinsons-2-super-169

Nei test si è riscontrato un effettivo grande beneficio: sembra infatti che il guanto riduca i tremori fino al 90%. È per questo che, nono­stante il progetto sia ancora da affinare per aspetti come quel­lo della rumorosità, secondo Alison McGregor, professore di biodinamica muscolo-sche­letrica dell’Imperial College di Londra, esso presenta delle enormi potenzialità. Secondo Sarah Webb, fondatrice del South London Younger Par­kinson’s Network, “le persone affette dal morbo di Parkinson prendono ogni giorno massic­ce dosi di medicinali spesso poco efficaci. Il GyroGlove è un concetto completamente differente: è qualcosa che può essere indossato, qualcosa che permette, nell’immediato, di avvertire dei benefici, qualcosa che renderà le nostre vite e le attività quotidiane più sem­plici e facili da affrontare”.

Il guanto non si trova ancora in commercio e prima che arrivi occorre risolvere alcuni questioni. “I giroscopi devono essere bilanciati correttamente a seconda della velocità alla quale operano. Un’altra sfida è farli girare silenziosamente e in modo affidabile a miglia­ia di RPM (giri al minuto)”, ha affermato Ong. Il team si augura che il guanto entri in commercio nel Regno Unito già a partire dal prossimo set­tembre, ad un prezzo compre­so tra le 400 e le 600 sterline. Il prodotto può essere sfruttato anche da chi soffre di tremore essenziale, una patologia molto più diffusa del Parkinson che colpisce circa il 6% della popo­lazione mondiale o addirittura essere utilizzato dalle persone sane che operano in contesti in cui è necessaria una mano fer­ma, come in ambito chirurgico. Ong ha creato il primo guanto grazie ad alcune donazioni ma spera di portarlo in commer­cio nel 2017 a un prezzo che dovrebbe aggirarsi intorno ai cinquecento euro.paziente fragile

Minerva Sapiens offre un corso ECM FAD su – Il paziente fragile: inquadramento cognitivo, riabilitativo e interventi di supporto al caregiver – Il corso si occupa di inquadrare quelle situazioni di fragilità che intervengono all’interno dell’invecchiamento fisiologico quando subentrano patologie di carattere neurodegenerativo (Alzheimer, Parkinson) o traumatico vascolare (Post-ictus).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...