La ricerca dei finanziamenti nel Terzo Settore: l’importanza della formazione professionale dei lavoratori

Rear view portrait of large group of business people at conference. Focus is on blond businesswoman while holding in hand digital tablet and presenting her idea.

Il Terzo Settore, o settore del No-profit, è quell’insieme di realtà che, all’interno del nostro sistema socio-economico, si collocano a metà tra Stato e Mercato. Si tratta di soggetti di natura privata volti a produrre beni e servizi di pubblica utilità. Negli ultimi vent’anni il Terzo Settore ha subito un cambiamento radicale, andandosi ad ampliare e a diversificare notevolmente rispetto a prima. La crisi del welfare ha di fatto costretto gli Stati e le società dei Paesi cosiddetti avanzati a rivedere le priorità e modalità di erogazione dei servizi sociali. Con lo snellimento della Pubblica Amministrazione e uno Stato sempre meno presente nelle “questioni sociali”, si è andato sempre più affermando il No-profit, un mondo ormai assai grande e stratificato, in cui la professionalità dei componenti è una delle prerogative di successo. Una delle caratteristiche principali che differenzia il Terzo Settore rispetto al mondo propriamente “aziendale” è  l’assenza di scopo di lucro, per la presenza di volontari e per la produzione di beni che richiedono la collaborazione tra chi li offre e chi li riceve.

Detto ciò, come anche in ogni campo che ha a che fare con il settore privato, anche all’interno del mondo del No-profit la concorrenza è diventata molto agguerrita e il reperimento di finanziamenti sotto varie forme è un’attività sempre più difficile.

Esistono, ad esempio, i finanziamenti UE. Si tratta di fondi predisposti mediante apposti bandi ed erogati mediante programmi come il Fondo sociale Europeo, che finanzia progetti “intesi ad aiutare le persone e a migliorare le loro competenze professionali”. Per accedere ai fondi occorre candidarsi e le associazioni no profit devono contattare gli enti preposti alla gestione del FSE nel proprio paese.

Anche lo Stato vuole fare la sua parte, attraverso il cosiddetto “principio di sussidiarietà orizzontale”, ovvero, i cittadini soddisfano le proprie necessità decidendo di destinare al Terzo Settore una parte della propria ricchezza prodotta, attraverso la dichiarazione dei redditi.  Il 5 per mille trova il proprio fondamento nella modifica dell’art.118 della Costituzione del 29 settembre 2004. Ad oggi sono iscritte oltre 40 mila organizzazioni iscritte e più di 15 milioni di cittadini hanno espresso nella propria dichiarazione dei redditi la preferenza a chi destinare il contributo.

Tuttavia, per le associazioni più piccole questo metodo di finanziamento non risulta particolarmente utile. La gestione delle risorse finanziarie costituisce, quindi, una delle più importanti funzioni per le organizzazioni non profit, nonché una delle più difficili da gestire, indispensabile per la loro sopravvivenza e per il loro sviluppo. Come si può immaginare, non è facile comprendere i fondi europei e non è semplice utilizzare il linguaggio dei progetti.

Prima di mettere in piedi un progetto è necessario individuare e comprendere i canali di finanziamento. L’abilità di ricerca è legata a due fattori:

  • all’individuazione , costante ed aggiornata, delle fonti informative per cogliere le opportunità presenti a livello locale, provinciale, regionale, nazionale e comunitario;
  • allo sviluppo delle competenze manageriali per la pianificazione, programmazione, gestione e rendicontazione dei progetti per i quali si richiede un finanziamento.

Diventa necessario, perciò, anche per le organizzazioni non profit, disporre di figure interne professionali competenti, capaci di promuovere efficaci azioni progettuali e piani di intervento per l’intercettamento e la raccolta di tutti quei fondi che, pur risultando disponibili, restano in gran parte inutilizzati. Due tra le principali figure che in questo momento sono ricercate nel mondo del No-profit, sono sicuramente il Project Manager e il Fundraiser. Il primo è a capo di un’équipe di progetto e ne segue tutto il processo: dalla ideazione, alla presentazione alle autorità finanziatrici, al coordinamento della sua realizzazione fino alla valutazione finale. Il secondo raccoglie i fondi e gestisce la relazione con il donatore. Deve saper attivare una serie di strategie finalizzate ad assicurare un continuo afflusso di risorse finanziarie per sostenere le attività istituzionali dell’organizzazione; deve inoltre gestire adeguatamente i fondi raccolti ed essere in grado di documentarne il corretto utilizzo.

Occorre il lavoro di professionisti anche per accedere alla cosiddetta “finanza agevolata“. Di cosa si tratta? L’Unione europea, lo Stato, le Regioni, le Province, pubblicano bandi pubblici in cui mettono a disposizione risorse finanziarie destinate alle imprese che effettuano investimenti. Da questi bandi è possibile trarre interessanti opportunità per chi opera nel Terzo Settore ed, anche in questo caso, è necessario che si occupi dei bandi una persona formata, con una solida preparazione in materia di europrogettazione e di project management.

La ricerca e la gestione dei fondi è diventata con gli anni un lavoro a sè stante e i numeri parlano chiaro:  in un settore che secondo l’Istat conta oltre 235 mila organizzazioni non profit la professionalità dei lavoratori e dei collaboratori risulta la chiave principale che garantisce il successo di un’associazione senza scopo di lucro.

tecnico progetti

 

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