L’Alzheimer: la forma di demenza senile più diffusa in Occidente.

Senior woman eats lunch at retirement homeSecondo i dati Istat di Settembre 2011 il 6% della popolazione è affetto da demenza senile, tra le quali la più comune nei paesi occidentali è il morbo di Alzheimer. Le sindromi demenziali sono forme di invecchiamento cerebrale caratterizzate da una perdita rilevante della memoria, difficoltà nell’utilizzo del pensiero come strumento di previsione e ragionamento, e di utilizzo del linguaggio per comunicare che creano notevoli problemi individuali e sociali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive le demenza come una patologia irreversibile e degenerativa  in cui si vanno a compromettere le facoltà intellettive nel giro di otto/ quindici anni dal momento di insorgenza dei primi sintomi.

Anche se ci sono casi in cui si manifesta precocemente, l’Alzheimer si presenta solitamente in persone over 65 e il rischio di contrarre la malattia aumenta con l’età, tanto che circa il 20% delle persone al di sopra degli ottantacinque anni ne risulta affetta.

Questa forma di demenza prende il nome dal neurologo tedesco Alois Alzheimer che scoprì agli inizi del Novecento che in alcuni soggetti da lui studiati e morti per ragioni apparentemente sconosciute, era visibile una riduzione delle cellule nervose, la presenza di placche senili e di ammassi proteici non degradabili  all’interno del cervello che ne compromettevano la funzionalità. Questo progressivo impoverimento della popolazione neuronale associato ad un forte decremento delle quantità di acetilcolina nel cervello, neurotrasmettitore fondamentale per la comunicazione tra i neuroni stessi,  porta nel tempo ad un deterioramento irreversibile delle capacità cognitive sino alla limitazione delle normali attività quotidiane.

Sebbene ci siano studi contrastanti, la malattia sembra essere determinata da una predisposizione genetica e un accumulo di fattori ambientali. I sintomi variano da soggetto a soggetto, ma uno dei primissimi indicatori della malattia è rappresentato da lievi amnesie che si trasformano nel tempo in una perdita rilevante della memoria a breve termine causata dal danneggiamento dell’ippocampo, la regione cerebrale deputata alla formazione e al consolidamento della memoria. Affianco a questi primi sintomi si associa una crescente difficoltà nell’orientamento spazio temporale, un impoverimento del linguaggio, difficoltà nell’esprimere concetti e relazionarsi, che causano dapprima imbarazzo, poi atteggiamenti ossessivi e aggressivi. Ad un allentamento progressivo e massiccio di tali capacità si associa un impoverimento delle capacità di giudizio e palesi difficoltà del soggetto malato a rispondere autonomamente alle sue esigenze quotidiane. Con l’andare avanti del tempo aumentano le difficoltà di orientamento, diminuisce l’equilibrio, si presentano sbandamenti e necessità di un’assistenza costante fino ad arrivare, nei casi più gravi, ad uno stadio di demenza grave dove il soggetto perde la memoria a lungo termine, è incapace di camminare e di svolgere qualsiasi attività come mangiare, andare al bagno ecc. La malattia tende ad accentuare tratti di personalità a volte contrari a quelli preesistenti; il soggetto attivo e pieno di interessi può diventare gradualmente apatico, quello calmo, aggressivo e intrattabile.

Attualmente esistono diversi farmaci che aiutano i soggetti malati di Alzheimer a migliorare i sintomi della demenza e rallentare il decorso della malattia, ma al momento non ci sono trattamenti in grado di fermare il danno cerebrale. La famiglia e il malato stesso hanno quindi bisogno di assistenza e di educazione sul problema per poter far fronte alle crescenti difficoltà che una malattia del genere comporta.

Minerva Sapiens offre un Corso ECM FAD con crediti formativi che si occupa di inquadrare quelle situazioni di fragilità che intervengono all’interno dell’invecchiamento fisiologico quando subentrano patologie di carattere neurodegenerativo (Alzheimer, Parkinson) o traumatico vascolare (Post-ictus).

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