BLSD: Basic Life Support Defibrillation. Come e perché è importante prendere il patentino.

Medical team is giving first aid to young woman
L’arresto cardiaco è un evento il più delle volte inatteso, che, se non viene prontamente trattato, diventa irreversibile determinando, nella maggior parte dei casi, il decesso dell’individuo. Questo tipo di evento ha visto un aumento consistente dei casi, aumento che va di pari passo con l’aumento della vita media della popolazione. Poiché individuare i casi in cui l’arresto cardiaco può sopraggiungere è molto difficile se non impossibile, si può affermare con una certa facilità che l’arresto non è prevedibile o è la prima avvisaglia di una cardiopatia misconosciuta, generalmente su base ischemica. L’unico intervento strategico a cui ci si affida rimane abbastanza teorico e prevede come forma di prevenzione la riduzione dei fattori di rischio coronarico che, per essere efficace, dovrebbe quantomeno essere applicata alla maggioranza della popolazione.

Il problema sta soprattutto nella difficoltà di far fronte ad un arresto cardiaco al di fuori dell’ambiente ospedaliero; qui, infatti, i risultati di riuscita di un intervento di soccorso sono ancora piuttosto deludenti. Il solo rimedio per far fronte al problema è la diffusione fra la popolazione della Cultura dell’Emergenza cardiologica, nonché la realizzazione di progetti per attuare rapidamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione cardiaca precoce. La defibrillazione precoce, ovvero quella attuata nello stesso momento in cui avviene l’arresto cardiaco, è l’unica strategia oggi attuabile per riuscire a salvare un considerevole numero di persone. Questa manovra consente infatti nel rianimare il paziente e stabilizzare le sue condizioni permettendo poi all’ambulanza di procedere con il trasporto in ospedale, dove verranno messe in atto successive indagini e cure. Una buona rete di defibrillatori avrà successo solo se sarà disponibile un adeguato numero di soccorritori e se i cittadini stessi verranno messi nelle condizioni di apprendere alcune tra le manovre di primo soccorso indispensabili per salvare una persona. Di recente, un Decreto del Ministero della Salute definiva i criteri e le modalità per la strategica diffusione dei defibrillatori, nonché le modalità di addestramento per l’utilizzo efficace di questi.
Nell’ottica di tutto questo ragionamento, viene facile constatare che conseguire il patentino per l’utilizzo del defibrillatore e apprendere le tecniche di pronto soccorso in caso di arresto cardiaco, rappresentino una risorsa a beneficio dell’intera popolazione. La finalità del BLS (Basic Life Support) è quella di riconoscere prontamente una situazione di pericolo e di sostenere la circolazione e la respirazione attraverso il massaggio cardiaco esterno e la ventilazione bocca a bocca, fino all’intervento del DAE (Defibrillatore Semiautomatico Esterno) o dei soccorsi avanzati. L’obiettivo del BLS è anche quello di prevenire i danni anossici cerebrali, sostenendo la circolazione e l’ossigenazione del sangue. Si chiama BLS-D quando il soccorso comporta, oltre alla Rianimazione Cardio-polmonare, anche l’impiego della defibrillazione cardiaca. Il DAE è un dispositivo che aiuta il soccorritore nell’eventuale erogazione dello shock elettrico e nelle altre manovre di rianimazione. Ma la sua caratteristica principale è quella di esonerare completamente l’operatore dal difficile compito della diagnosi del ritmo cardiaco. Si tratta di un dispositivo così importante da esserne raccomandato l’utilizzo immediato, qualora si avesse a disposizione. Esistono corsi destinati a tutte quelle persone, con o senza esperienza in campo medico, che vogliono per motivi personali, professionali o normativi, conseguire un’attestazione che le abiliti al corretto uso del DAE e alla esecuzione delle manovre di rianimazione cardio-polmonare. Durante questi corsi, generalmente della durata di un giorno, si mette insieme la teoria con la pratica insegnando all’operatore come intervenire all’atto pratico e, nello stesso tempo, come gestire la situazione circostante. Al termine del corso il partecipante dovrà sostenere di norma due esami, uno teorico e uno pratico che determineranno l’acquisizione o meno del patentino di BLSD.
Proprio perché a questo tipo di corsi possono partecipare tutti, sono previsti programmi differenti qualora il corso sia indirizzato a cittadini o, diversamente, a soccorritori, cambiando di fatto le finalità dell’apprendimento. I centri che organizzano corsi BLSD in Italia sono molti e, a seconda del profilo dei partecipanti, tali corsi sono strutturati in maniera differente. Ad esempio, il Centro di Alta Formazione di Roma Minerva Sapiens S.r.l. possiede all’attivo un corso per professionisti (medici, infermieri, OSS, soccorritori volontari, autisti di ambulanze, operatori CRI, membri della Protezione Civile, Misericordiae e quanti operano periodicamente nei dipartimenti di emergenza-urgenza, intra ed extra ospedalieri), tenuto da istruttori certificati IRC e che, oltre a rilasciare l’attestato BLSD di categoria B, rilascia anche 11 crediti ECM, utili ai fini dell’aggiornamento in campo sanitario.

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