Mese: dicembre 2015

Cambiare l’assetto delle città attraverso le buone pratiche: la realizzazione e la diffusione degli Orti Urbani

orto urbano

Gli orti urbani si sono rivelati come una delle più concrete risposte ai danni che il processo di urbanizzazione sta creando fin dalla seconda metà del secolo scorso.

Negli ultimi tempi  le nostre città si stanno caratterizzando per la presenza sempre più grande dei cosiddetti “orti urbani”. Si tratta di aree che vengono sottratte al degrado presente in alcuni luoghi all’interno dei centri urbani e destinate alla coltivazione di frutta e verdura. A beneficiare dei risultati del lavoro di coltivazione sono i residenti della zona dove l’orto sorge, che, oltre che riqualificare le aree degradate, favoriscono con il loro lavoro lo sviluppo di un’economia etica. Gli orti urbani costituiscono una risposta concreta a più esigenze della collettività: oltre a sapere che cosa si sta mangiando e a conoscere qual è la stagionalità dei prodotti, il lavoro di gruppo favorisce la socializzazione e la comunicazione tra persone che condividono un obiettivo comune. Con gli orti urbani si aiuta l’ambiente, si riduce l’inquinamento e si utilizzano proficuamente dei territori sottratti ad opere di abusivismo edilizio.

Fino a qualche tempo fa l’orto cittadino veniva considerato antiestetico perché visto come retaggio di una dimensione paesana legata solo al tempo libero degli anziani.  Negli ultimi anni, però, in tutta Europa e nel nordamerica sono sorti diversi progetti che si legano all’occupazione di terreni da parte dei cittadini. In Italia, tra i tanti, spicca quello della onlus Italia Nostra, che qualche anno fa ha lanciato un progetto nazionale rivolto a tutti, privati o enti pubblici, che possiedono delle aree verdi e che le vogliono destinare all’arte del coltivare nel rispetto della memoria storica dei luoghi e dalle “regole etiche” stabilite da Italia Nostra in accordo con l’ANCI (Associazione dei comuni d’Italia). Questo innovativo progetto mira a realizzare un’unica rete di orti urbani che comprende tutti i progetti da nord a sud del paese e a sviluppare un’economia etica che promuova le comunità locali e l’ambiente. Gli obiettivi del progetto sono quelli di valorizzare la biodiversità, le colture in via di estinzione e migliorare la qualità dell’ambiente, favorendo gli aspetti di naturalità che si possono trovare in un ambiente con alta concentrazione umana. La rete degli orti urbani ogni giorno aumenta per dimensioni, vedendo triplicare i suoi spazi, che sono passati a misurare da 1,1 milione di metri quadrati del 2011 a oltre 3 milioni del 2013. I Comuni italiani che hanno partecipato all’iniziativa attualmente sono circa 30. Vista la grande risonanza dell’iniziativa, Italia Nostra ha presentato il progetto all’interno del contesto istituzionale Le idee di Expo, l’evento tenutosi il 7 febbraio scorso presso l’Hangar Bicocca di Milano e ricevendo l’appoggio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e delle associazioni ANCI e Res Tipica.  Durante l’iniziativa, ANCI, Res Tipica e Italia Nostra hanno ribadito i seguenti obiettivi comuni:

  1. Considerare gli orti urbani come realtà sociale e urbanistica di primo livello;
  2. favorire la conoscenza e la diffusione degli orti su tutto il territorio;
  3. favorire uno sviluppo degli orti, sia tra gli enti pubblici che tra quelli privati, che sia di qualità;
  4. valorizzare la qualità anche di tutte quelle attività direttamente riconducibili agli orti;
  5. dare valore agli orti come alternativa al degrado e all’abusivismo edilizio;
  6. tutelare la memoria storica degli orti, favorendo la socializzazione tra cittadini;
  7. valorizzare e favorire il recupero delle attività manuali legate alla terra;
  8. favorire la collaborazione sotto forma di scambio di esperienze tra pubblico e privato.

Oltre ciò, viene da sé che un orto urbano, se regolarmente mantenuto, può rappresentare un’importante fonte di ricchezza alimentare; si può disporre degli ortaggi nel momento giusto di maturazione, utilizzarli nel pieno della loro freschezza, avere la certezza che passino dalla terra al piatto senza la perdita dei principali elementi nutritivi. Alcuni casi promettenti di luoghi in cui gli orti urbani stanno avendo molto successo sono città come Genova, dove il comune sta procedendo all’assegnazione di circa 300 mila ettari di terreno da destinare alla coltivazione di orti, Padova, che sta aggiungendo ai primi 4 mila metri quadri di terreno altri 18 mila nei vari quartieri della città, Roma che ha annunciato ulteriori 5 mila metri quadri nell’area della zona della Giustiniana e nel cuore della valle della Caffarella e Perugia in cui lo storico quartiere Sant’Angelo sarà destinato ad orticoltura di qualità per un primo appezzamento di 700 metri quadri.

Marco Parini, Presidente di Italia Nostra, ha così ribadito gli intenti dell’ambizioso progetto di adibire zone estese delle città alla pratica della coltivazione: “Puntiamo a convertire aree urbane spesso degradate attraverso un progetto di agricoltura non solo sostenibile, ma che punta alla valorizzazione e alla conservazione di prodotti dell’agricoltura locale”. Si può tranquillamente affermare che gli orti urbani costituiscono la risposta a più esigenze che il processo di urbanizzazione degli ultimi quarant’anni ha creato. Sono una concreta risposta al bisogno di socializzazione tra persone che vivono a pochi metri di distanza e nello stesso tempo rappresentano il luogo in cui buone pratiche, nuove idee e antichi mestieri si fondono in nome della sostenibilità e di una migliore qualità della vita per tutti.

Natale a Roma: i mercatini che fanno bene all’artigianato e alla socialità

 

Le iniziative di quest’anno sono tante e tutte originali. La tradizione di fonde con l’innovazione e passeggiando tra gli stand si possono creare momenti di vera convivialità.

Per chi quest’anno ha deciso di passare il Natale a Roma, la capitale offre, come ogni anno, numerose alternative: mostre da visitare, appuntamenti culturali, concerti e spettacoli da non perdere, disseminati dal centro alle periferie. Oltre alle tradizionali passeggiate nel centro storico addobbato con luci e decorazioni, sono tanti gli appuntamenti previsti, che vedranno come protagonisti l’arte e l’enogastronomia, il cinema e il teatro. I vari territori, le periferie ma anche la provincia, si tingono di colori e di tante iniziative che seguono un calendario in continuo aggiornamento e che vedranno coinvolti sia gli adulti che i bambini. Ma ciò che propriamente viene prima delle feste è l’acquisto dei regali. Consultando l’agenda, segnaliamo alcune iniziative molto interessanti per impiegare il tempo libero facendo acquisti nei prossimi giorni.

In questi giorni molti di noi si stanno muovendo per acquistare i regali per amici e parenti, ma per non essere ripetitivi e poco originali, è necessario sapersi orientare bene tra le mille proposte che ci vengono offerte sotto agli occhi. I mercatini di Natale possono rappresentare una valida alternativa qualora non si volesse cadere nella solita routine e si volesse, nello stesso tempo, favorire l’artigianato. A seguito delle molte polemiche, quest’anno non si terrà il tradizionale mercatino di piazza Navona, tuttavia l’offerta rimane comunque vasta. Dal 27 novembre al 27 dicembre apre le porte Passeggiate di Natale, il vero mercato tradizionale sotto i grattacieli dell’Eur. Qui il vintage e la tradizione si sposano alla perfezione e le idee regalo sono tantissime: dal cucito creativo al design italiano, dall’artigianato in cuoio ai libri degli editori più piccoli ai giocattoli antichi (come gli splendidi carillon e le bambole di ceramica). Durante l’evento ci si lascia alle spalle il logorio della vita moderna, entrando in un’atmosfera magica, dove i bambini possono fare un giro sulla Giostra Antica, scattare foto e partecipare alle attività di animazione organizzate appositamente per loro ogni fine settimana, come il truccabimbi o la pittura. Ma Passeggiate di Natale è anche un evento impegnato nel sociale. Molte sono le Onlus presenti, a cui ci si può rivolgere per contribuire al finanziamento di progetti in paesi del Terzo Mondo. Tantissimi sono gli stand che propongono degustazioni di cibi tradizionali delle singole regioni e c’è tutta un’area dedicata esclusivamente alle conserve di agricoltura biologica.

Anche Centocelle quest’anno è in festa. Dal 7 al 20 dicembre a piazza delle Gardenie l’Associazione Artigiani Creativi di Strada Civita Castellana ha organizzato l’iniziativa “Natale Insieme a Centocelle”, una manifestazione in cui saranno presenti stand di artigianato, articoli vintage, prodotti tipici, cibo di strada DOC, gastronomia tradizionale ed anche un luna park e animazione per i bambini.

Ma quest’anno non è solo la tradizione ad essere messa in risalto: Roma infatti strizza l’occhio anche alle altre culture, rendendo omaggio all’Oriente con il Mercatino natalizio Giapponese, che si tiene domenica 13 e domenica 20 dicembre al Black Out, il celebre locale di Via Casilina 713. Kimono, spille, Manga, ceramiche d’epoca, magliette, portachiavi e tanto altro saranno esposti sui banchi e non può di certo mancare il Sushi bar dotato di ogni prelibatezza proveniente da questo mondo lontano. È importante sottolineare che il devoluto dell’iniziativa andrà alle famiglie colpite della tragedia di Fukushima.

Presso lo splendido Museo delle Carrozze d’Epoca, il 20 dicembre si terrà un grande evento di Natale con annesso mercatino. L’evento sarà caratterizzato da diverse attrazioni per grandi e piccoli:
– presenza di Babbo Natale con la sua slitta antica e originale;

– mostre artistiche di foto, disegni, sculture moderne, graphic design;
–performancemusicali;
–videoproiezioni;
– ingresso gratuito al museo con oltre 150 carrozze d’epoca tra le quali quella appartenuta alla principessa Sissi, la carrozza di Cenerentola e pezzi unici ed originali utilizzati nei film con John Wayne, Gangs of New York con Leonardo Di Caprio, Il gladiatore con Russel Crowe, Casanova con Heath Ledger e molte altre;
– mercatino artigianale ad ingresso libero.

Questo Natale non manca di certo di originalità e lo testimonia anche l’evento intitolato “Car Boot Market” presso la Città dell’Altra Economia, tradotto letteralmente “vendita dal bagagliaio della macchina”. Lo spirito dell’evento è quello di creare convivialità e, nello stesso tempo, riutilizzare gli oggetti usati restituendo loro una nuova vita. Si tratta di un mercato estemporaneo di oggetti usati fatto esclusivamente da privati: un modo ecologico per disfarsi del superfluo. Lo scopo principale di chi partecipa è quello di liberare casa da ciò che viene conservato perché in buono stato ma che non viene mai usato: allora si carica in macchina e si espone al mercatino in cerca di un nuovo proprietario.

Così, dalle ore 10 al tramonto gli oggetti riprendono vita nei bagagliai delle macchine, spazio espositivo privilegiato dai venditori. La vera missione dell’associazione che ha dato vita a questo evento è la creazione di un punto di ritrovo, di un appuntamento fisso, di un’atmosfera particolare: un posto dove si chiacchiera, si beve un caffè insieme, si mangia e si scambiano oggetti, o anche solo idee, o semplicemente si passeggia.