Buona Scuola, è partito il programma di aggiornamento del personale docente con l’erogazione del bonus annuale di 500 euro

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In questi ultimi mesi si sta molto discutendo del bonus di 500 euro che il 19 di ottobre hanno ricevuto circa 700 mila docenti di ogni ordine e grado per l’aggiornamento e l’autoformazione.

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, il 22 settembre scorso hanno firmato il decreto che il Ministro Giannini ha entusiasticamente definito: “un altro impegno mantenuto”. Sempre il Ministro ha poi aggiunto: “Con la Buona Scuola la professione insegnante torna finalmente a essere valorizzata; dopo anni di mancate decisioni stiamo investendo risorse importanti e durature nel tempo: oltre ai fondi per la Carta, che ammontano complessivamente a 381 milioni all’anno, sono previsti 40 milioni l’anno, per la formazione in servizio e 200 milioni all’anno per la valorizzazione del merito. Si tratta di evidenti segnali di attenzione concreta da parte del Governo nei confronti dei docenti”. In concomitanza con questo decreto è partita anche la terza fase (o fase C) delle assunzioni dei docenti, che riguarda circa 55mila docenti destinati al “potenziamento” del sistema scolastico.

Come funziona il bonus? Ancora non sembra essere tutto proprio chiaro, soprattutto per quello che riguarda l’utilizzo di questi soldi. Ciò che viene specificato di per certo è che nel corso del 2016 ogni docente di ruolo verrà dotato di una Carta elettronica, con all’interno un ammontare di 500 €, che sarà utilizzata per l’acquisto di libri, corsi, software, hardware, ingressi a mostre, spettacoli ed eventi culturali utili per l’aggiornamento professionale. Qualora l’insegnante non dovesse spendere tutti i 500 euro in un anno, il residuo resterà nella carta, a disposizione per l’anno successivo.

I destinatari sono gli insegnanti di ruolo, i neo-assunti, ma sono rimasti esclusi i supplenti annuali: a tal proposito si è già espressa l’Anief, che ha minacciato di procedere con un ricorso perché anche questi ultimi possano usufruire di questa opportunità.

I docenti potranno spendere i soldi per l’acquisto di strumenti in grado di aggiornare la loro formazione professionale. Secondo quanto descritto nel comma 121 della legge 107, detta anche “La Buona scuola”, i 500 euro potranno essere così spesi:

  1. acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale,
  2. acquisto di hardware e software,
  3. iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca
  4. iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale,
  5. iscrizione a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale,
  6. partecipazione a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo
  7. per iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

Al comma 126 la suddetta legge sancisce che è stato istituito un fondo di circa 24mila euro per ogni istituto scolastico, al fine di ottenere la valorizzazione del merito del personale docente. L’obiettivo del governo è quello di potenziare il merito di ogni singolo docente di ruolo, di qualsiasi ordine o grado di scuola, incluso il personale di sostegno.

Gli insegnanti che hanno visto accreditarsi sul conto il bonus in denaro dovranno dimostrare, scontrini alla mano, ed entro la fine di agosto 2016, di aver effettivamente speso questi soldi per acquistare uno di questi beni o servizi. A tal fine, dovranno presentare tutta la documentazione inerente alla spesa del bonus attraverso le ricevute degli acquisti. Ciò che non dovesse essere considerato valido o che dovesse oltrepassare la soglia massima consentita, verrà automaticamente sottratto dalla successiva emanazione del bonus.

Il governo ha stabilito che l’ammontare totale dei soldi destinati al progetto di aggiornamento, ovvero 381 milioni di euro circa, dovrà essere complessivamente speso entro l’anno.

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