Il ruolo dei Caregiver nelle famiglie che affrontano la malattia

Caretaker Helping Senior Woman To Get Up From Wheelchair

Secondo l’OMS entro il 2050 una persona su cinque sarà over 60. Questo è dovuto all’emergenza demografica in atto, alla bassa natalità (per il nono anno consecutivo in calo) e allo spopolamento di molte aree. L’Italia è al secondo posto per essere il paese più “vecchio” del mondo dopo il Giappone, dove si riduce la fertilità ma aumenta l’aspettativa di vita.

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A scuola con l’Assistente Educativo Culturale (AEC)

Nachhilfe im Unterricht

L’Assistente Educativo Culturale (AEC) è un operatore dipendente dal comune, dalla scuola o da cooperative sociali capace di fornire prestazioni di supporto e di assistenza agli alunni con disabilità. Questi bambini e ragazzi hanno diritto ad avere sostegno e integrazione a seguito della certificazione di disabilità rilasciata dalla ASL secondo la vigente legge 104/92.

Oltre all’insegnante di sostegno, in molti casi viene prevista anche l’assegnazione di un AEC a seconda del livello di gravità della disabilità (la valutazione viene stilata dalla ASL). La famiglia può farne richiesta alla scuola che, tramite il Dirigente scolastico, la inoltrerà all’Ente Locale di competenza. Il contributo dell’operatore può essere prezioso sia per gli insegnanti che per l’alunno.

In particolare, l’obiettivo dell’assistente è favorire e promuovere l’autonomia del bambino disabile, in collaborazione con tutte le figure presenti nel contesto scolastico con lo scopo di favorire la sua inclusione sociale. I compiti dell’Assistente Educativo Culturale sono:

  • supportare l’alunno nell’attività didattica interna;
  • assisterlo nelle esigenze igienico-sanitarie;
  • collaborare con i docenti e il personale scolastico;
  • programmare un Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Come si diventa AEC?

Non esiste una normativa nazionale univoca, ma le regole cambiano da municipio a municipio. Alcuni richiedono laureati in psicologia, scienze dell’educazione/formazione e servizio sociale oppure persone in possesso di diploma socio-pedagogico. Altri municipi, invece, richiedono un attestato di qualifica regionale per Operatore Educativo per l’autonomia e la comunicazione e altri ancora una formazione specifica presso un ente di formazione accreditato per una durata di almeno 50 ore. In ogni caso l’aspirante operatore è tenuto ad aggiornarsi seguendo corsi specifici per acquisire le necessarie competenze tecniche e relazionali. La sua formazione prevede la conoscenza di diversi tipi di disabilità, specifici obiettivi volti all’autonomia, integrazione e comunicazione, l’uso di strumenti di intervento specifici per la gestione dei “comportamenti problema”, saper leggere e gestire alcune dinamiche nel rapporto con scuola/famiglia/cooperativa.

Il nostro corso per Assistente Educativo Culturale mira a formare persone in ambito dei servizi socio-educativo-culturali che operano nelle scuole dell’obbligo in favore dell’integrazione di studenti disabili.

Per scoprire le prossime edizioni del 2019 visita il sito http://www.minervasapiens.it/site/corso-per-assistente-educativo-culturale-aec/

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In cosa consiste la formazione per l’apprendistato professionalizzante

In cosa consiste la formazione per l’apprendistato professionalizzante

CHE COS’È

Ogni azienda può assumere giovani tra i 18 e i 29 anni con un contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere per il conseguimento di una qualifica professionale a fini contrattuali. Secondo il Testo Unico dell’Apprendistato (D.lgs. 167/2011) esistono vari tipi di percorsi formativi in base alla tipologia di apprendistato che varia a seconda della durata massima e delle modalità della formazione. 

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Comunicare con simboli e immagini: la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

Comunicare con simboli e immagini: la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

La mancanza di possibilità di comunicare con gli altri comporta ricadute negative nello sviluppo della relazione, del linguaggio e nello sviluppo cognitivo e sociale. Per questo, conoscerne le tecniche e gli strumenti necessari per sopperire a questa mancanza può rivelarsi utile.  Continua a leggere “Comunicare con simboli e immagini: la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)”

Come riconoscere la sindrome ADHD?

Come riconoscere la sindrome ADHD?

L’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disturbo psichico dell’età evolutiva, altrimenti nota come sindrome da deficit di attenzione e iperattività.
Alcuni studi recenti hanno dimostrato che circa il 4% dei bambini in età scolare e prescolare ne soffre, in particolare i maschi. Continua a leggere “Come riconoscere la sindrome ADHD?”

Scuola e famiglia affrontano la dislessia

Scuola e famiglia affrontano la dislessia

In occasione della terza edizione della Settimana Nazionale della Dislessia dall’ 1 al 7 ottobre 2018, l’Associazione Italiana Dislessia ha stilato un programma di oltre 300 eventi di informazione e sensibilizzazione, su tutto il territorio nazionale, organizzati a livello locale da oltre 1.000 volontari, in collaborazione con enti pubblici, scuole e altre istituzioni. Continua a leggere “Scuola e famiglia affrontano la dislessia”

Bisogni speciali per una scuola inclusiva

Bisogni speciali per una scuola inclusiva

L’acronimo BES (Bisogni Educativi Speciali) è stato introdotto dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e disciplina gli strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e l’organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica. Vediamo cosa dice la Direttiva.

“L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.

L’obiettivo è garantire il diritto all’apprendimento, sancito dalla legge 53/2003, a tutti i bambini con svantaggi e difficoltà per favorire piani adeguati e personalizzati durante il percorso di studi.

CHI SONO: Gli alunni da tutelare sono: disabili con certificazione della legge 104/92, alunni con disturbi evolutivi specifici (DSA, deficit di linguaggio, deficit delle attività non verbali, deficit della coordinazione motoria, ADHD) e alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico. Una nota importante è che la scuola individua gli alunni per i quali sarebbe opportuno un ausilio per l’apprendimento, ma non dichiara né certifica alunni con BES.

Corso online Bisogni Educativi Speciali BES e didattica inclusiva

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO: Questi studenti hanno diritto ad usufruire di un piano didattico personalizzato o PDP  che deve essere redatto dal collegio docenti in collaborazione con le famiglie e con i singoli discenti. Il piano didattico è pensato per far emergere negli alunni con BES gli strumenti idonei a favorire l’apprendimento. Nel PDP, per ciascuna materia o ambito di studio, devono essere individuati gli strumenti compensativi e dispensativi necessari a sostenere l’ allievo nell’apprendimento.

Lavorare con studenti BES offre molti stimoli agli insegnanti che vogliano rimettersi in gioco e sperimentare nuove forme di didattica speciale, personalizzata e inclusiva per garantire a tutti le stesse opportunità di apprendere e migliorare facendo della scuola una bella palestra di vita.

 

 

Disability Pride Italia: al via la nuova edizione in programma il 15 luglio a Roma

Dopo le precedenti edizioni dell’evento tenutesi a Ragusa, Palermo e Napoli, quest’anno la manifestazione si sposta a Roma per volere di Carmelo Comisi, il presidente dell’Associazione Disability Pride: una grande festa che percorrerà le strade del centro storico di Roma, una manifestazione per rivendicare i diritti delle persone con disabilità.

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